La Cremonese porta il suo modello di successo tra i banchi della Cattolica

Seminario speciale all’Università Cattolica di Cremona per raccontare la strategia e la visione aziendale dietro il progetto grigiorosso

 La Cremonese diventa protagonista in aula. In un contesto inedito ma altamente significativo, dirigenti e manager del club grigiorosso hanno incontrato gli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presso il campus di Santa Monica, in occasione del seminario “Il management strategico di una società sportiva professionistica: il caso U.S. Cremonese Spa”.

L’iniziativa, ideata dal professor Fabio Antoldi, docente di Strategia aziendale e direttore del Centro di ricerca per lo sviluppo imprenditoriale (CERSI), ha offerto una lezione speciale agli studenti dei corsi di Economia aziendale e Management e innovazione digitale, con l’obiettivo di esplorare la gestione manageriale di un club calcistico moderno, utilizzando il caso concreto della società grigiorossa, tra le rivelazioni più interessanti della stagione di Serie A 2025/2026.

A portare la testimonianza diretta sono stati Maurizio Calcinoni, vicepresidente della Cremonese, e Paolo Armenia, direttore generale del club, che hanno delineato la visione strategica della società, ponendo l’accento su sostenibilità economica, crescita del brand e legame con il territorio.

“La nostra ambizione è abbinare risultati sportivi a una crescita strutturale e commerciale”, ha dichiarato Calcinoni. “Dobbiamo rendere la Cremonese sempre più sostenibile, allargando la fan base, rafforzando la notorietà e sviluppando ogni area strategica del club”. Rivolgendosi ai giovani in aula, ha sottolineato: “La vostra presenza allo Zini è il nostro successo più grande. Merito anche del presidente Arvedi, che ha reso possibile tutto questo”.

Dietro le quinte di ogni successo sportivo c’è una macchina organizzativa complessa, ha spiegato Armenia. “Il calcio è un’industria unica, in cui coesistono passione, imprevedibilità e dinamiche aziendali. Una società sportiva deve affrontare sfide manageriali differenti da quelle di un’impresa tradizionale: stakeholder variegati, risultati incerti, e un tessuto emotivo che condiziona ogni scelta”.

Il modello organizzativo della Cremonese, secondo Armenia, si fonda su tre pilastri: sostenibilità finanziaria, investimento in infrastrutture e valorizzazione del capitale umano. “Abbiamo già un centro sportivo moderno, e puntiamo a uno stadio di proprietà. Intanto investiamo sui giovani e sul brand, perché il legame con il territorio è fondamentale per fidelizzare i tifosi e costruire valore nel tempo”.

Il professor Antoldi ha sottolineato il valore didattico dell’incontro, parlando di “un’occasione preziosa per far dialogare studenti e protagonisti del mondo sportivo-professionale, offrendo competenze reali e nuove chiavi di lettura”. Aggiungendo: “Le società sportive sono aziende complesse: gestiscono personale altamente eterogeneo, si rivolgono a clienti diversi e devono saper governare le emozioni collettive. La programmazione a lungo termine, in questo contesto, è una sfida cruciale”.

Il seminario ha evidenziato come il successo sportivo della Cremonese sia il risultato di un progetto imprenditoriale solido e coerente, in grado di coniugare identità storica, innovazione gestionale e sviluppo sostenibile. Una lezione che ha appassionato e ispirato una nuova generazione di studenti, futuri manager, chiamati a comprendere come lo sport moderno sia anche un laboratorio di strategia e visione aziendale.

Redazione

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