Cremonese, Pecchia studia un’arma in più: le inattive

La traversa colpita da Vandeputte a Cesena evidenzia una soluzione da sviluppare: punizioni, corner e seconde palle possono aumentare la pericolosità dei grigiorossi

Una traversa che non ha prodotto un gol, ma che può offrire uno spunto interessante per il futuro. La punizione calciata da Jari Vandeputte contro il Cesena ha riportato l’attenzione sulle potenzialità della Cremonese nelle situazioni di palla inattiva, un aspetto sul quale Fabio Pecchia può lavorare per aggiungere nuove soluzioni alla fase offensiva.

Al Manuzzi, nel recupero del primo tempo, il grigiorosso ha cercato direttamente la porta da una posizione defilata, trovando il legno. Un episodio che avrebbe potuto modificare l’andamento della partita e che dimostra quanto un singolo calcio piazzato possa diventare determinante anche quando costruire occasioni attraverso la normale manovra risulta più complicato.

In vista della partita contro l’Entella, le palle ferme possono quindi rappresentare una risorsa da preparare nei dettagli, senza limitarsi esclusivamente alla ricerca diretta della porta.

La traversa di Vandeputte offre un’indicazione

L’episodio di Cesena è interessante soprattutto per la posizione dalla quale è arrivata la conclusione.

Una punizione defilata può normalmente portare la difesa ad aspettarsi un cross verso l’area. La possibilità di cercare direttamente la porta obbliga invece gli avversari a considerare più scenari.

Ed è proprio l’imprevedibilità a poter aumentare l’efficacia di queste situazioni.

Tiro diretto, cross verso l’area oppure una soluzione giocata corta possono trasformare lo stesso calcio piazzato in tre minacce differenti.

Per riuscirci non basta naturalmente la qualità individuale di chi calcia. Servono movimenti coordinati e la capacità di leggere rapidamente il comportamento della difesa.

Vandeputte, dopo quanto mostrato al Manuzzi, rappresenta comunque una possibile soluzione da utilizzare quando gli spazi diventano più difficili da trovare.

Pecchia può aumentare le alternative offensive

Come sottolinea Tuttocremonese, in un campionato nel quale molte partite possono essere decise da episodi, riuscire a sfruttare meglio i palloni fermi significa aumentare il numero delle opportunità a disposizione.

La Cremonese di Pecchia sta lavorando per trovare maggiore continuità nella propria proposta offensiva. Le palle inattive possono affiancare la manovra senza sostituirla, diventando particolarmente utili quando l’avversario riesce a chiudere gli spazi centrali o a limitare gli uomini della trequarti.

Il punto fondamentale sarà rendere ogni situazione meno leggibile.

Se la difesa conosce in anticipo la destinazione del pallone, può organizzarsi con maggiore facilità. Alternare invece differenti soluzioni costringe gli avversari a prendere decisioni in pochi secondi.

Corner, il movimento deve accompagnare la battuta

Un altro capitolo riguarda i calci d’angolo.

Avere giocatori fisicamente presenti dentro l’area può essere utile soltanto se i movimenti vengono eseguiti con i tempi corretti.

Attaccare il primo palo, occupare la zona centrale e contemporaneamente preparare un inserimento sul secondo permette di distribuire le minacce.

Il vero obiettivo è evitare che più giocatori vadano a occupare contemporaneamente lo stesso spazio, rendendo più semplice il compito della difesa.

Alla coordinazione deve poi aggiungersi la precisione della battuta.

Una traiettoria troppo vicina al portiere può favorirne l’uscita, mentre un pallone eccessivamente lungo rischia di rendere inutile il movimento preparato.

Il sincronismo tra il calcio e l’inserimento diventa quindi uno dei dettagli fondamentali.

Non esiste soltanto il primo pallone

La pericolosità di un calcio piazzato non termina necessariamente dopo il primo colpo di testa o la prima respinta.

Proprio le seconde palle possono diventare una delle situazioni più interessanti da sfruttare.

Quando una difesa respinge un corner o una punizione laterale, spesso non ha ancora recuperato completamente le proprie posizioni. Un pallone raccolto al limite dell’area può quindi generare una nuova conclusione oppure consentire alla squadra che attacca di costruire immediatamente una seconda azione.

Per la Cremonese sarà importante anche organizzare questa fase.

Posizionare correttamente gli uomini fuori dall’area aumenta le possibilità di recuperare una respinta, mantenendo l’avversario sotto pressione.

Attenzione però alle ripartenze

Cercare la seconda palla presenta inevitabilmente anche un rischio.

Portare molti uomini nella metà campo avversaria può lasciare spazi da attaccare in caso di recupero del pallone.

Per questo motivo ogni calcio piazzato offensivo deve essere accompagnato anche da una corretta protezione preventiva.

Pecchia dovrà trovare il giusto equilibrio tra il numero di giocatori utilizzati per riempire l’area e quelli necessari per controllare un’eventuale transizione avversaria.

L’obiettivo è continuare l’azione dopo una respinta senza trasformare una possibile occasione da gol in una ripartenza pericolosa.

Contro l’Entella può servire anche un episodio

La prossima partita contro l’Entella offre un’altra occasione per sviluppare questi principi.

Non esistono elementi sufficienti per sostenere che la Cremonese abbia già costruito una superiorità specifica sulle palle inattive. La traversa di Vandeputte a Cesena rappresenta però un segnale delle possibilità che possono nascere da queste situazioni.

E in una gara eventualmente caratterizzata da pochi spazi, una punizione o un calcio d’angolo potrebbero assumere un peso ancora maggiore.

Non sempre sarà possibile trovare immediatamente profondità, dribbling o combinazioni pulite sulla trequarti. A quel punto anche conquistare un fallo nella zona offensiva può trasformarsi in una possibilità concreta per creare pericolo.

Un’altra arma per la Cremonese di Pecchia

La crescita della Cremonese passa anche dalla capacità di aumentare il numero delle soluzioni.

La qualità tecnica di Vandeputte può rappresentare un punto di partenza, ma il valore delle palle inattive dipenderà soprattutto dal lavoro collettivo: tempi di movimento, precisione della battuta, occupazione dell’area, aggressione delle respinte e protezione dalle transizioni.

Sono dettagli che possono sembrare secondari fino al momento in cui decidono una partita.

La punizione terminata sulla traversa al Manuzzi non ha cambiato il risultato, ma ha mostrato una strada che Pecchia può provare a sviluppare.

Punizioni, corner e seconde palle possono diventare un’arma supplementare della Cremonese, soprattutto nelle giornate in cui la costruzione su azione incontra maggiori difficoltà.

Contro l’Entella serviranno organizzazione e concretezza. E, in una partita equilibrata, anche un singolo pallone fermo potrebbe fare la differenza.

Redazione

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1 Commento
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FORZA CREMO
1 minuto fa

Io spero vivamente che riesca anche a studiare di METTERE IN PANCHINA BIANCHETTI …..sig.tassa 2 gol a partita fisso…. da anni con lui centrale !!!!!
Tassa fissa e non se ne può veramente più !!!! Ormai un incubo vederlo da centrale , solo quando difendeva basso, braccetto sx riusciva a fare meno danni !!!!
Ma centrale si parte sempre da -2 una costante , un incubo !!!!!!

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