Tre partite sono poche per tracciare bilanci definitivi, ma possono bastare per accendere l’entusiasmo. Adin Licina ha impiegato pochissimo tempo per diventare uno dei giocatori più osservati della Cremonese, grazie a un impatto caratterizzato da numeri importanti e soprattutto da giocate di grande qualità.
Il bilancio delle sue prime apparizioni in grigiorosso parla di due gol e un assist in tre presenze. Ma sono soprattutto le modalità con cui il giovane attaccante sta incidendo ad aver catturato l’attenzione dei tifosi: controlli complicati trasformati in giocate apparentemente semplici, accelerazioni, uno contro uno e una naturale predisposizione a cercare la porta.
Arrivato dalla Juventus praticamente allo scadere del mercato, Licina si è inserito immediatamente. E la maglia numero 10 scelta per la nuova esperienza non sembra avergli creato particolari timori.
Dalla Juventus alla Cremonese negli ultimi giorni di mercato
Licina è nato nel 2007 a Landshut, in Germania, ha origini montenegrine ed è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Bayern Monaco.
La Juventus ha successivamente puntato sul suo talento e il 30 agosto la Cremonese è riuscita a portarlo in grigiorosso con la formula del prestito secco.
Non ha avuto bisogno di un lungo periodo di inserimento.
Dopo appena un allenamento con i nuovi compagni, Marco Giampaolo lo ha schierato titolare il primo settembre nella partita di Coppa Italia contro il Parma.
Una scelta immediatamente ripagata.
Novanta minuti e un capolavoro contro il Parma
Licina ha disputato l’intero incontro del Tardini, terminato 2-0 per la Cremonese, partendo prevalentemente dalla corsia destra.
Da quella posizione il mancino può puntare direttamente il difensore, rientrare verso il centro e utilizzare il piede preferito per costruire o concludere.
È esattamente ciò che ha cominciato a mostrare fin dal debutto.
La prima partita con la Cremonese è stata accompagnata anche dal primo gol, arrivato dopo una combinazione con Berti. Da posizione defilata Licina ha superato il portiere con un pallonetto che ha rapidamente attirato attenzione anche sui social.
Un biglietto da visita difficile da ignorare, soprattutto considerando il pochissimo tempo trascorso insieme alla squadra.
Con Pecchia arriva un’altra magia
Pochi giorni più tardi è cambiato l’allenatore, ma non la fiducia nei confronti del giovane.
Come sottolinea Cremonasport, con Fabio Pecchia sulla panchina grigiorossa, Licina è stato nuovamente inserito nella formazione titolare per la partita di campionato contro il Padova.
E ancora una volta ha risposto con una giocata individuale di notevole qualità.
Servito da Bonazzoli, Licina ha affrontato l’uscita del portiere controllando il pallone con la suola e spostandolo rapidamente prima di depositarlo in rete.
Una sequenza realizzata in pochissimo spazio e con grande velocità d’esecuzione.
Se il gol del Tardini aveva già mostrato sensibilità tecnica e coraggio, quello realizzato allo Zini ha confermato soprattutto lucidità e coordinazione all’interno dell’area di rigore.
Il numero 10 non sembra pesargli
Anche la scelta effettuata al momento dell’arrivo è significativa.
Licina ha deciso di indossare la maglia numero 10 della Cremonese, un numero tradizionalmente associato ai giocatori chiamati a creare e inventare nella metà campo offensiva.
Le prime prestazioni hanno mostrato un ragazzo disposto ad assumersi responsabilità.
Non soltanto attraverso i gol.
Licina cerca frequentemente il duello individuale, vuole il pallone e prova a creare superiorità numerica. La sua capacità di partire largo e accentrarsi con il sinistro offre a Pecchia una soluzione particolarmente imprevedibile sulla trequarti.
E gli avversari hanno già iniziato ad adottare contromisure.
A Cesena marcature speciali per fermarlo
La terza presenza ha rappresentato infatti un esame differente.
A Cesena non è arrivato il gol, ma Licina ha disputato nuovamente tutti i 90 minuti.
La formazione allenata da Alessandro Diamanti ha dedicato particolare attenzione al giovane grigiorosso, arrivando, secondo la ricostruzione fornita, a portare più giocatori nella sua zona quando riceveva il pallone.
Una strategia che testimonia quanto rapidamente le sue caratteristiche siano diventate un elemento da considerare nella preparazione delle partite.
Nonostante la pressione, Licina è riuscito in diverse circostanze a utilizzare agilità e dribbling per sottrarsi alle marcature, inducendo gli avversari anche a ricorrere al fallo.
Due gol e un assist in tre partite
I numeri sintetizzano un impatto immediato.
Tre presenze, due reti e un assist rappresentano un bottino significativo per un giocatore arrivato soltanto negli ultimi giorni di agosto e inserito praticamente senza periodo di adattamento.
Ma il dato più interessante per la Cremonese riguarda probabilmente la varietà delle qualità mostrate.
Licina può creare un’occasione attraverso il dribbling, dialogare nello stretto, attaccare l’area e cercare direttamente la conclusione. I due gol realizzati, inoltre, sono arrivati attraverso soluzioni tecniche differenti.
Non sorprende quindi che alcune delle sue giocate abbiano cominciato a circolare rapidamente sui social, raccogliendo migliaia di interazioni.
Pecchia può valorizzarlo nel suo 4-2-3-1
Le caratteristiche del giovane sembrano inoltre adattarsi alle idee offensive di Pecchia.
Nel 4-2-3-1 utilizzato dalla Cremonese, Licina può partire dalla fascia destra e muoversi verso l’interno, sfruttando il mancino e lasciando spazio alle sovrapposizioni.
La sua tecnica può diventare particolarmente utile anche nelle combinazioni con gli altri uomini della trequarti.
Il percorso, naturalmente, è soltanto all’inizio. A 19 anni dovrà confrontarsi con continuità, marcature sempre più preparate e le difficoltà di un campionato lungo come la Serie B.
Le prime risposte, però, sono state estremamente rapide: Licina è riuscito a incidere con due allenatori differenti e in tre partite consecutive nelle quali ha trovato immediatamente spazio.
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