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ESCLUSIVA – Luciano Cesini: “Per me la Cremonese è tutto”

In attesa della ripresa del campionato abbiamo fatto quattro chiacchiere con la bandiera grigiorossa per antonomasia

La Serie B è in pausa per dare spazio alle Nazionali ma la Cremonese continua a lavorare. In attesa della ripresa del campionato abbiamo fatto quattro chiacchere con la bandiera grigiorossa per antonomasia, Luciano Cesini. Ecco le sue parole in esclusiva:

Ieri è stato il 118 compleanno della Cremonese, cosa rappresenta per te la maglia grigiorossa?

“Per me la Cremonese è tutto e la maglia grigiorossa è una seconda pelle. Oltre a quella della Martelli, è l’unica che ho indossato. Vedo tante partite e mi chiedo sempre come facciano certi giocatori a giocare in 7/8 squadre. Io sono stato legato alla maglia della Cremo e ciò mi dava la forza di scendere in campo e dare tutto me stesso per i colori grigiorossi. Mi onoro di questa mia esperienza. Mi spiace non poter festeggiare i 118 anni sul campo, allo Zini come abbiamo fatto per il centenario. Speriamo di farlo per i 120 magari in Serie A”.

Tornando indietro nel tempo, come sei arrivato alla Cremonese? 

“Ho cominciato a giocare in strada con gli amici dopo la scuola poi le partite con la Martelli, la squadra del mio paese ovvero Piadena e l’inizio della storia d’amore con la Cremonese. Ho giocato 13 anni con la maglia grigiorossa poi ho smesso e ho cominciato la mia carriera da allenatore nelle giovanili per altri 18 anni. In tutto ho lavorato 31 anni per la Cremonese”.

Sei il grigiorosso con più presenze, cosa ne pensi?

“Le 436 presenze con i grigiorossi? Onorato di aver indossato questa maglia.  Ho partecipato a due tornei anglo italiani e anche se non ho vinto a Wembley ho dei grandi ricordi. Ho fatto in tempo a vedere ed indossare le maglie di lana fino a quelle in tessuto sintetico che si utilizzano anche adesso e ho assistito anche al cambiamento del modo di allenare e giocare”. 

Ricordo più bello e qualche aneddoto di questa lunga carriera con la Cremonese? 

“All’epoca la Cremonese lavorava bene ma non ti obbligava a vincere. Però quando siamo riusciti ad andare in Serie B nella stagione 1976/77 è stata una soddisfazione enorme soprattutto per chi come me ha vissuto anche gli anni in quarta serie e l’incredibile sconfitta con la Leoncelli. Da allenatore, invece, il ricordo più bello è quando abbiamo vinto la Coppa Italia Primavera”.

Qual è stata la partita più significativa che hai giocato? 

“Sicuramente la più significativa è quella che è valsa la Serie B. In tanti anni di calcio ho tanti bei ricordi legati alla Cremonese. Nell’anno della promozione mi ricordo le partite combattutissime come quelle contro l’Udinese in cui una volta battute avevamo la sensazione di fare grandi cose. E così è stato perché siamo saliti in B. Un’altra partita importantissima che ho giocato è stata contro l’Inter in Coppa Italia. Una grande emozione sfidare una squadra forte con la maglia grigiorossa”.

In tutte quelle stagioni alla Cremonese, hai incontrato grandi campioni come Mondonico, che ricordi hai di lui?

“Noi siamo arrivati insieme nell’estate del ’66. Mi ricordo la sua classe in campo e quell’esperienza a Torino dove ci hanno convocati tutti per vederlo in azione. Alla fine l’hanno preso prima delle esperienze con l’Atalanta e Monza e poi il ritorno a Cremona. Abbiamo smesso insieme, nello stesso anno. Io continuo a dire che faceva 20 gol all’anno, era uno dei migliori poi si è fatto male al ginocchio e ha fatto fatica a riprendersi. Ha finito la carriera faticando un po’”.

Insieme a Mondonico hai allenato Montorfano. 

“Quando io ho appeso gli scarpini al chiodo, Montorfano stava cominciando la sua carriera calcistica tra i professionisti. Ho fatto in tempo ad allenarlo come vice di Mondonico. Poi ci siamo incrociati di nuovo q1uando lui ha terminato la carriera da calciatore. Infatti l’ho fatto arrivare io al settore giovanile della Cremonese dove ha cominciato la sua avventura da allenatore”. 

Tornando a Cremona, che rapporto hai con la città e il tifo?

“Sono nato, cresciuto e sto vivendo ancora a Piadena. Dall’approdo alla Cremonese e l’inizio delle superiori ho passato più tempo a Cremona che a casa. Il mio rapporto con la città è sempre stato molto positivo. Mi fa molto piacere quando si viene allo stadio e trovarsi ancora con i cremonesi che sono rimasti, non tutti, di quei tempi là. Amo la tranquillità e la saggezza dei cittadini di Cremona”.

Passando all’attualità, cosa ne pensi del momento dei grigiorossi?

“La Serie B è un campionato di alti e bassi. La Cremo nella prima parte ha fatto fatica poi ha rimediato con il cambio allenatore. Con Pecchia in panchina, dopo un percorso iniziale dove ci sono stati altri alti e bassi, si sta percorrendo una strada che porta quasi sicuramente alla salvezza, ormai obiettivo di questa stagione. La società deve finire bene questo campionato per poi gettare le basi per il prossimo dove bisognerà lasciar da parte la salvezza e giocare per posizioni più alte”.

In prospettiva futura, Pecchia può rimanere e fare bene?

“Ci sono due allenatori che hanno fatto bene nell’anno della salvezza (l’hanno raggiunta) ma poi non sono riusciti a fare di più nella stagione successiva. Si tratta di Mandorlini e Bisoli. Io credo che Pecchia, per l’allenatore che è e per l’esperienza che ha, sia adatto per un percorso diverso da quello di quest’anno e in ottica futura può fare bene alla Cremo”.

Un pensiero in conclusione? 

“Il calcio è cambiato rispetto agli anni in cui giocavo. All’epoca c’era più attaccamento alla maglia perché si giocava nella squadra della propria città. Ora il calcio si è globalizzato ed è cambiato. Nella Cremo c’è solo Ghisolfi di cremonese e qualcuno di più darebbe un po’ di attaccamento alla maglia, alla città e al territorio. A proposito di giovani, negli ultimi anni la società non ne ha messi in luce molti ma piano piano lo farà grazie a Bonato, Pecchia e Braida. Penso a Carnesecchi, Gaetano, Zortea, Ravanelli ma anche ai ragazzi del nostro settore giovanile come Ghisolfi. La mia esperienza con la Primavera mi fa dire che il settore giovanile è la base di tutto”.

La redazione di Calcio Cremonese ringrazia Luciano Cesini per la disponibilità e le augura buona giornata.

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