Dopo la sconfitta per 4-1 contro il Como, che ha sancito la retrocessione della Cremonese in Serie B, il direttore generale grigiorosso Paolo Armenia è intervenuto in sala stampa per commentare il momento del club grigiorosso…
Sulla retrocessione…
“La classifica finale è chiara: la Cremonese è retrocessa. C’è grande dispiacere, grande amarezza. Ci dispiace per la città di Cremona, per i tifosi grigiorossi e per il cavalier Giovanni Arvedi, che per primi avrebbero meritato la salvezza. L’obiettivo di inizio stagione era mantenere la categoria, purtroppo non ci siamo riusciti e il verdetto del campo è inequivocabile. Eravamo partiti con l’idea di aver costruito una squadra equilibrata, composta da tanti giocatori che avevano già esperienza in Serie A, affidandola a un allenatore esperto e reduce da diverse salvezze. Il campo, però, non ci ha dato ragione. Il girone d’andata aveva comunque prodotto risultati positivi, poi qualcosa si è interrotto. Pensavamo di poter sistemare alcune cose con il mercato di gennaio, ma non è stato sufficiente. Quando arriva una retrocessione significa che qualcosa non è andato come previsto. Ora sarà la proprietà a fare le valutazioni del caso. Pensavamo di poter regalare un sogno a questa città dopo tanti anni, invece non è stato così. Resta una grande amarezza nei confronti della città e della proprietà”.
Da dove bisogna ripartire?
“Non è la sconfitta di oggi ad aver determinato la retrocessione, altrimenti significherebbe sbagliare completamente l’analisi. Abbiamo lasciato troppi punti per strada nel girone di ritorno, questo è innegabile. Per quanto riguarda il futuro, sarà la proprietà a indicare gli obiettivi e a fare le riflessioni più opportune. Cremona ha la fortuna di avere alle spalle una realtà importante, che garantisce solidità. Ora è il momento di ragionare con lucidità per ripartire con il piede giusto. Questa esperienza deve servirci per aprire gli occhi. Abbiamo visto cosa può succedere alle squadre retrocesse che, l’anno successivo, hanno poi avuto difficoltà. Due anni fa abbiamo giocato la finale playoff a Venezia, l’anno dopo abbiamo vinto i playoff. Ripetersi non è semplice, ma ci sarà il tempo per fare tutte le valutazioni necessarie”.
Si tratta di una delle retrocessioni peggiori della storia grigiorossa. A prescindere dalle scelte della scoietà, ci sarà un’assunzione di responsabilità da parte di qualcuno?
“Non sono d’accordo con la prima considerazione. È corretto dire che sono stati gettati al vento i punti conquistati nel girone d’andata: quando una neopromossa fa 22 punti nella prima parte di stagione e poi nel ritorno ne raccoglie molti meno, significa che qualcosa non ha funzionato. Questa, però, non è la serata per attribuire responsabilità specifiche. È evidente che, quando si retrocede, qualcosa non è andato nel verso giusto”.
Nel corso di questa stagione non è mai intervenuto in conferenza stampa. Qual è il motivo?
“La società non organizza conferenze stampa se non quelle con giocatori e allenatori, per lasciare spazio ai protagonisti. Anche altri club si comportano in questo modo. Detto questo, sicuramente rifletteremo anche su questo aspetto, perché la comunicazione è fondamentale. Mi permetto però di dire che molte situazioni possono essere chiarite anche senza una conferenza stampa. Personalmente ho sempre risposto a qualsiasi richiesta di informazione o delucidazione dovuta”.
Pensa che la società dovesse intervenire prima?
“La società è intervenuta. Sono cose che magari non vengono raccontate in conferenza stampa, ma che vanno fatte e portate avanti con logica. A gennaio si pensava che la soluzione potesse arrivare dal mercato e la proprietà ha investito sulle richieste dell’allenatore. Non ha funzionato. Abbiamo cambiato allenatore e non è bastato nemmeno quello. Nessuno ha la palla di vetro”.
Ci sono aspetti da salvare per ripartire?
“Quello che si dice questa sera rischia di essere condizionato dall’emozione. Le riflessioni vanno fatte con calma e lucidità. Potremmo parlare anche degli arbitraggi, ma non lo faremo: non siamo retrocessi per l’arbitraggio di questa sera”.
Cosa non ha funzionato?
“Sicuramente qualcosa è mancato, ma individuare un solo aspetto è difficile. Prima parlavo della scelta fatta sull’allenatore, legata anche alle salvezze ottenute negli ultimi anni. Nicola non è riuscito a invertire la rotta, così come non ci è riuscito Giampaolo”.
Perchè il club ha deciso di non rispondere alle insinuazioni delle ultime settimane?
“La Cremonese ha una proprietà e uno stile ben precisi. Rispondere a certe nefandezze, perché di questo si tratta, non appartiene al modo di essere della società. La proprietà non si abbassa al livello di chi ha osato mettere in dubbio situazioni che, in questo caso, hanno offeso anche l’Udinese. Scegliere il silenzio non significa essere passivi, ma mantenere uno stile di comportamento. È chiaro che qualcuno poteva aspettarsi una risposta, ma noi non siamo una società che replica a certi signori che vanno in televisione o che si permettono di far scrivere determinate cose”.
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Dai ragazzi, dobbiamo essere onesti, Pisa e Udinese ci hanno steso i tappeti rossi e ci hanno regalato sei punti che ci hanno tenuti in vita ma, onestamente, la Cremo non c’era più da tempo. Retrocessione meritata e incapacità di Giacchetta e Armenia, a questi livelli, più che manifesta.
Ci sono persone con evidenti incapacità..Cav. Arvedi si liberi di certa gente, la Cremo merita rispetto e persone competenti…ci sono tanti ex e tanti capaci di ridare lustro alla nostra squadra..
Diciamo che di riflessioni vanno fatte e tante. La fortuna di aver avuto Pecchia e Stroppa dopo, la dice lunga sull’ incapacità di Giacchetta
Rifletti di tornare a piacenza per favore 🙏
EVAPORA con GACCHETTA e banda del buco 💪