Anche Cristian Buonaiuto, attaccante del Padova ed ex giocatore della Cremonese, figura tra i dodici calciatori finiti sotto inchiesta dalla Procura di Milano per aver preso parte a un presunto sistema di scommesse illegali su piattaforme non autorizzate. Al centro dell’indagine, due figure chiave: Tommaso De Giacomo e Patrick Frizzera, indicati come i gestori delle piattaforme clandestine.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Buonaiuto sarebbe coinvolto in attività di poker online non regolamentate, una violazione che, se confermata, rappresenta una contravvenzione penale risolvibile con un’ammenda, ma che potrebbe generare conseguenze anche in ambito sportivo.
Il sistema, ricostruito dalla Guardia di Finanza, si basava su un meccanismo di pagamento occulto, in cui una gioielleria di Milano, formalmente intestata alla società Elysium Group srl, fungeva da intermediario finanziario. I calciatori avrebbero effettuato bonifici apparentemente legati all’acquisto di orologi di lusso, che in realtà servivano a coprire debiti di gioco.
Il blitz della Guardia di Finanza ha portato al sequestro preventivo di un milione e mezzo di euro, cifra distribuita tra i conti degli indagati principali e della società coinvolta. Contestualmente, i magistrati Paolo Filippini e Roberta Amadeohanno richiesto misure cautelari, compresi cinque arresti domiciliari, per i presunti responsabili dell’organizzazione.
Tra i nomi emersi vi sono anche quelli di Tonali, Fagioli, Florenzi, Zaniolo, Perin, McKennie, Paredes e Di Maria, alcuni dei quali già sanzionati per aver promosso o beneficiato delle attività delle piattaforme. In molti casi, le scommesse non riguardavano il calcio, ma erano legate ad altri sport o a giochi da tavolo, con una motivazione spesso riconducibile al bisogno di passare il tempo libero durante i ritiri sportivi.
Nel caso specifico di Cristian Buonaiuto, l’accusa riguarda esclusivamente il gioco del poker su circuiti illegali, senza elementi che lo colleghino a operazioni di promozione o vantaggi economici sistematici. Tuttavia, l’indagine resta aperta e potrebbe evolversi con ulteriori riscontri ottenuti dai telefoni sequestrati, che contengono conversazioni, elenchi di debiti e dettagli sui meccanismi di pagamento.
Sebbene la posizione di Buonaiuto sembri marginale rispetto ad altri colleghi, il suo coinvolgimento potrebbe comunque essere valutato dagli organi di giustizia sportiva, soprattutto se emergeranno elementi che contravvengono al codice di condotta dei tesserati.
La magistratura milanese intende chiarire l’intera portata del fenomeno, mentre le società calcistiche coinvolte restano in attesa di eventuali sviluppi per decidere le prossime mosse in ambito disciplinare interno.



Scusate si dice siti nn autorizzati perché quelli autorizzati invece sono corretti? A mio avviso tutti i siti o sale da gioco sarebbero da chiudere..sono rovina persone..
Quanti figli di PAOLONI che ci sono in giro
Che schifo