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Giacchetta: “Arvedi patron vecchio stampo. Il campionato? Inizio promettente, ma…”

Foto: US Cremonese

Il d.s. grigiorosso, raggiunto dai microfoni de La Provincia, ha toccato diversi argomenti interessanti

Sono davvero tanti gli argomenti trattati da Simone Giacchetta durante la lunga intervista ai colleghi de La Provincia, con i quali ha parlato di mercato, della Serie B e non solo.

Senza perdere tempo, ecco dunque le principali dichiarazioni del d.s. grigiorosso.

LA SESSIONE ESTIVA. «Quest’anno abbiamo preso diversi ragazzi nel giro dell’Under 21 e dell’Under 20: è vero, non sono nostri, ma abbiamo cominciato un percorso da portare avanti con pazienza. Simone Romagnoli? Ho pensato a lui per trenta secondi. Mi aveva detto che sarebbe sceso in Serie B solo per la Cremonese, ma non abbiamo nemmeno parlato di cifre. L’acquisto di Sarr invece non è casuale e ha degnamente sostituito Carnesecchi. Non sapevamo se aspettare o meno per valutare l’infortunio di Alfonso, ma il presidente Arvedi ci ha dato la possibilità di non rischiare acquistando un nuovo portiere».

IL MERCATO OGGI. «Una volta sul mercato comandavano le società, ora invece lo fanno i procuratori. Il problema poi è che in Italia ci sono state alte spese per tutti, se poi i risultati non arrivano è peggio».

IL PRESIDENTE. «Il Cavaliere Arvedi è un patron “vecchio stampo”, un imprenditore locale che si è fatto da solo e che spinge la squadra della propria città con grande passione. Il presidente non cerca visibilità, ma vuole dare lustro a Cremona».

I GIOVANI. «Oggi bisogna buttarsi sui giovanissimi: a tredici o quattordici anni già è tardi, devi scovarli quando ne hanno sei per poi crescerli nella tua scuola calcio con strutture adeguate e personale formato. In Spagna sono anni che danno spazio ai giovani e hanno vinto tanto, mentre in Italia è stato un exploit recente. Ciò dovrebbe essere invece una cosa normale, anche perché avere i giovani serve a lanciare il proprio mercato».

IL TECNICO. «Pecchia ci sa fare, è una persona capace e una risorsa importante per il nostro ambiente. Il mister ha dato un’impronta netta al modo di lavorare. La sua assenza contro il Perugia? Non so se con lui in panchina avremmo evitato il k.o., però la gara sarebbe senz’altro stata diversa».

IL CAMPIONATO. «Sin qui abbiamo disputato un bel campionato, facendo bene in un filotto di gare toste. Abbiamo qualità e l’inizio è stato promettente. Su chi dobbiamo fare la corsa? Su noi stessi. Prima di parlare bisognerà poi attendere qualche altra partita, anche perché quest’anno tutti hanno speso molto e il campionato è molto competitivo. Noi abbiamo un gioco propositivo ma anche dispendioso: la nostra “rosa lunga” deriva anche da questo. Prima o dopo tutti avranno una chance»

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