Fabio Pecchia ha analizzato la prestazione della Cremonese al termine della sfida contro il Pisa, ritenendo il punteggio finale fin troppo severo per quanto mostrato in campo dai suoi. Il tecnico ha evidenziato come la squadra abbia tenuto bene il pallino del gioco per lunghi tratti della gara: “Nei primi cinque minuti siamo stati fuori dalla partita, poi abbiamo ripreso le distanze e fatto un grande primo tempo con giocate di qualità e mantenendo il campo. Anche nel secondo, nonostante i ritmi bassi da entrambe le parti, avevo la sensazione che potessimo creare difficoltà e fare gol”.
“La rete di Moreo ha rotto la gara, io penso che il risultato sia troppo pesante, ma anche una sconfitta di misura avrebbe bruciato. Anche oggi ho visto cose positive, la squadra mi è piaciuta e stavamo sfidando una squadra in piena salute”.
In merito alla gestione degli uomini e alla situazione dell’infermeria, l’allenatore grigiorosso ha preferito concentrarsi sulle risposte positive arrivate da chi è sceso sul terreno di gioco, spiegando anche alcune scelte tattiche a gara in corso: “Io devo analizzare chi ho a disposizione e oggi sono felice di tanti giocatori. Berti sta riprendendo la condizione, Elia ha allungato il minutaggio, Barbieri era alla prima da titolare e Licina sta aumentando il minutaggio dopo l’infortunio”.
“Continuiamo a lavorare, non ci tengo a sottolineare le assenze. Licina aveva speso molto ed era in condizione precaria, volevamo tutelarla per poi attaccare la verticale da posizione defilata. La squadra aveva bisogno di energia e Manuel era in grado di darcela. Lottici è entrato da centrocampista, per darci una mano in pressione”.
Infine, Pecchia si è soffermato sul clima e sul momento nervoso vissuto nel finale di partita, smentendo categoricamente eventuali tensioni interne al gruppo e indicando subito la via per il prossimo impegno: “Sono cose normali e regolari, non vedo situazioni fuori controllo. Oggi il clima era molto caldo, soprattutto sul finale”.
“Nasti ha fatto una bella partita, ma dopo l’ammonizione forzata poteva cadere in tranello durante la gara e non potevamo permettercelo. Ma è tutto sotto controllo. Sabato si torna in campo con la rabbia giusta e ancora più determinazione, con la voglia di vincere la partita. Sappiamo che c’è da lavorare”.



Lavorate, lavorate io sono libero….
Si vede che lavorate in un campo troppo largo
Ribadisco: pazienza fino a gennaio quando 10/12:titolari che dovevano salvarci dalla serie B e che adesso ci stanno portando in C se ne andranno..
Adesso invece bisogna correre ai ripari con un nuovo allenatore, perché questo fa la squadra e i cambi con la tombola , il numero che esce gioca e anche fuori ruolo.
Via Pecchia con Botturi , che a Mantova via lui si sono salvati e adesso viaggiano verso la serie A.
Non perdiamo tempo a pensare alla serie A , finiamola con i sogni . Pensa , Oga , che rimpiango Giampaolo che metteva Grassi centrale …
Evvai, cominciamo con le solite frasi fatte: “c’è da lavorare…”.
Un amico toscano, piuttosto anziano, meccanico in pensione e tifoso della Ferrari, da un decennio mi ripete:
“Io non mi capacito proprio…tutti gli anni un problema…tutti gli anni la macchina ha qualcosa che non va e questi che dicono? <<Dobbiamo lavorare, dobbiamo lavorare, dobbiamo lavorare…>> ma che XXXX vuol dire? Che non hai lavorato prima, per preparare la macchina?”.
Più o meno la stessa menata vale per il calcio…o no?
Che cavolo hanno combinato da luglio a settembre?
Non hanno “lavorato” abbastanza?