Cremonese viva all’Olimpico, ma ora serve concretezza

I grigiorossi tengono testa alla Roma per 75 minuti, ma due disattenzioni sui calci piazzati e poca concretezza sotto porta indirizzano il match

 Il punteggio racconta una storia netta, ma il campo ne ha suggerita un’altra per lunghi tratti della serata. La Cremonese esce sconfitta 3-0 dall’Olimpico contro la Roma, ma resta in partita per oltre settantacinque minuti, pagando a caro prezzo alcuni episodi chiave e una minore lucidità nei momenti decisivi.

L’approccio dei grigiorossi è stato ordinato e coraggioso. Attenzione in fase difensiva, linee compatte e personalità nel giro palla hanno consentito alla squadra di reggere l’urto iniziale dei giallorossi. La Roma si è resa pericolosa al 25’, quando un cross di Zaragoza ha innescato un duello aereo nell’area cremonese: Luperto, nel tentativo di anticipare Pellegrini, ha rischiato l’autorete, ma Audero ha mantenuto il controllo della situazione.

Cremonese: buoni segnali dalla sfida con la Roma

La pressione capitolina è aumentata con il passare dei minuti. Al 35’ è arrivata la più grande occasione del primo tempo: Mancini ha svettato su Pezzella colpendo la traversa, e sulla ribattuta Pellegrini ha tentato una spettacolare rovesciata, trovando però l’opposizione dello stesso Pezzella. La Cremonese ha retto l’urto, chiudendo la prima frazione senza subire reti e mostrando solidità e organizzazione. Nella ripresa il confronto tattico si è fatto più intenso. Gasperini ha optato per un 4-2-3-1 nel tentativo di aumentare la presenza offensiva e sfruttare le transizioni. Tuttavia, a rompere l’equilibrio è stata una situazione da palla inattiva. Su calcio d’angolo battuto da Pellegrini, Sanabria non è riuscito a intervenire con decisione e Cristante, ben appostato, ha trovato il colpo di testa vincente per l’1-0.

Il vantaggio ha dato fiducia alla Roma, che ha cercato subito il raddoppio. Ndicka ha avuto una buona opportunità, ma Audero si è opposto con prontezza. Il secondo colpo è arrivato ancora su corner al 77’: Cristante ha prolungato sul primo palo con un tocco di tacco e Ndicka, lasciato libero tra i difensori grigiorossi, ha firmato il 2-0 da pochi passi.Due episodi simili che hanno evidenziato le difficoltà della Cremonese nella gestione delle palle inattive.

Come sottolinea Crmeonasport, nonostante il doppio svantaggio, la squadra lombarda ha avuto l’occasione per riaprire la partita. Su un rinvio di Audero, Thorsby ha fatto da sponda aerea per Djuric, che ha servito Bonazzoli; l’assist in profondità ha liberato Vardy, ma l’attaccante inglese si è visto chiudere lo specchio da Svilar in uscita. Un’opportunità nitida che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del finale.

Negli ultimi minuti, con la Cremonese sbilanciata in avanti alla ricerca del gol, la Roma ha trovato il terzo centro. Pisilli ha approfittato di un rimpallo tra Folino e Malen per fissare il risultato sul definitivo 3-0, un passivo che appare severo rispetto all’equilibrio mostrato per buona parte della gara.

La differenza si è concentrata nei dettagli: maggiore efficacia sui calci piazzati per i giallorossi e minore concretezza sotto porta per i grigiorossi. La Cremonese ha dimostrato di essere viva e competitiva, ma gli episodi hanno indirizzato il match in modo netto.

Archiviare rapidamente la sconfitta sarà fondamentale. Domenica 1° marzo allo stadio Zini arriverà il Milan, un altro banco di prova impegnativo. Servirà ripartire dalle certezze emerse all’Olimpico, correggendo quelle sbavature che, contro avversari di alto livello, finiscono per pesare in modo determinante.

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23 giorni fa

Viva perché per 50 minuti si è difesa in maniera ordinata contro una squadra che non stava certamente giocando al massimo delle possibilità?

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23 giorni fa

Viva con qualche morto in campo

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