Il Tribunale del Riesame di Brescia ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari, sostituendola con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti dell’ultrà 19enne della curva interista. Il giovane, difeso dall’avvocato Mirko Perlino, era stato arrestato a Milano per il lancio del petardo che, lo scorso primo febbraio, ha stordito il portiere Emil Audero durante Cremonese-Inter. “Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi”, aveva detto il giovane nell’interrogatorio davanti al gip di Milano Giulia Marozzi. L’ultrà nerazzurro aveva inoltre riferito di “aver lanciato non una ‘bomba carta’ ma un petardo, che si era procurato nel mese di dicembre a Napoli tramite un amico”. E “precisava di averne ordinati circa una trentina”. Si era detto “dispiaciuto” e aveva chiarito che non aveva intenzione “di raggiungere il portiere, né di fare male ad alcuno”. Il pm Francesco Cajani aveva richiesto i domiciliari — poi disposti dalla gip il 6 febbraio — nell’ambito dell’imputazione di “lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive”. Successivamente il fascicolo è stato trasmesso ai pm di Cremona, titolari delle indagini della Digos. A quel punto la difesa ha presentato ricorso al Riesame di Brescia, competente per i procedimenti della Procura di Cremona.


