Dieci anni dopo la sua ultima presenza in Serie A, Franco Vazquez è pronto a tornare nella massima categoria con la maglia della Cremonese. Il trequartista argentino classe 1989, dopo una stagione da protagonista in Serie B, ha deciso di rinnovare per un altro anno, con l’obiettivo di concludere in bellezza una carriera ricca di talento e passione.
«Il calcio è cambiato, ma il talento fa sempre la differenza», ha dichiarato Vazquez in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. L’ultima volta in Serie A risaliva alla stagione 2015-2016, quando indossava la maglia del Palermo. Oggi, a 36 anni, si prepara a debuttare con i grigiorossi in uno degli stadi più iconici d’Italia: «Esordire a San Siro contro il Milan sarà un’emozione fortissima».
Il legame con la Cremonese è profondo: non solo sportivo, ma anche personale. A Cremona nascerà a breve il suo secondo figlio e, come racconta lo stesso Vazquez, «la mia famiglia qui sta benissimo, questa città mi rimarrà nel cuore». La promozione conquistata nella finale playoff contro lo Spezia ha rappresentato una rivincita calcistica e umana. «Abbiamo sofferto tanto e lavorato ancora di più, adesso vogliamo giocarci la salvezza con umiltà e spirito di gruppo».
Alla guida della nuova Cremonese c’è Davide Nicola, tecnico che ha fatto della resilienza il proprio marchio. «Ci ha colpito subito per la sua carica e il dialogo costante con il gruppo. Sa bene cosa vuole e ci trasmette fiducia».
Vazquez è pronto a sfidare un calcio con ritmi più alti rispetto a quello di dieci anni fa, ma non ha dubbi: «L’esperienza e la qualità restano fondamentali. Guardate Modric: a 40 anni è ancora uno spettacolo». E proprio Modric sarà uno degli avversari più attesi, nella sua prima stagione italiana con la maglia del Milan. «Ci ho giocato contro tante volte in Spagna: ha una passione per il calcio che si legge negli occhi».
Nonostante l’età, l’ex Palermo non intende mollare. «L’età è solo un numero. Finché ci saranno motivazioni, il talento saprà parlare da solo». Il suo sogno? Chiudere la carriera nel club dove tutto è iniziato, il Belgrano di Cordoba, squadra che nel 2011 costrinse alla retrocessione lo storico River Plate. «Eravamo sfavoriti, ma vincemmo. Fu una festa epica».
Nel suo percorso anche una breve parentesi con la maglia dell’Italia, voluto da Antonio Conte. «Fu lui a convocarmi. Lo ringrazierò sempre», racconta, ricordando con affetto anche l’amico Enzo Maresca, oggi tecnico del Chelsea, conosciuto ai tempi del Palermo: «Stava sempre con noi argentini e prendeva appunti su tutto. Era già un allenatore».
Infine, una confessione: «Da piccolo guardavo la Serie A in tv prima della grigliata della domenica. Ero innamorato del Milan di Kaká. Sì, sono un po’ milanista», confessa con un sorriso. Ironia della sorte, sarà proprio contro il Milan la sua prima partita in campionato, il 23 agosto, nello stadio dei sogni. E Vazquez è pronto: «Sono rimasto anche per vivere emozioni come questa».



Io metterei il centrocampo a 5
A sinistra collocolo al centro sinistra grassi al centro Vasquez al centro destra Castagnetti e a destra barbieri sarebbe un centrocampo al top
Importante che sia affiancato da due centrocampisti chi curr par lu’ , perché senno’ si rallenta tutto il gioco!
Grandèèèèè muudoooo ☝️🩶❤️☝️
ForzA Mudo💪💪💪
Grande Mudo!
Tvb ❤️
Ricordiamo, tra i tanti, qualcuno di una pagina di pari rango a questa che lo definiva giocatore da lega pro. Marco Candolini
El mudo , tra i giocatori più tecnici della serie A.
🩶❤️