Dalla scuola di Benitez fino alla Juventus, passando per l’Hellas e il Giappone, ecco chi è il nuovo tecnico grigiorosso

La Cremonese alla fine ha sciolto le riserve: il nuovo allenatore grigiorosso è Fabio Pecchia. Ma chi è Fabio Pecchia? Andiamo a conoscerlo un po’ meglio.

IL CALCIATORE. La carriera da giocatore del neotecnico grigiorosso è senz’altro di buon livello: a 18 anni esordisce in Serie B con l’Avellino, vestendo poi maglie importanti come quelle di Napoli, Juventus, Sampdoria, Torino e Bologna (ma non solo), collezionando anche qualche presenza tra le Under della Nazionale. Il suo palmares a fine carriera è di tutto rispetto e conta uno scudetto e una Supercoppa Italiana vinte con la Juve, una Coppa Italia di Serie C con il Foggia e un Europeo Under 21 con l’Italia.

LA SCUOLA BENITEZ. Dopo un paio di esperienze non troppo fortunate con Gubbio e Latina (viene esonerato in entrambi i casi, anche se con i nerazzurri non aveva poi fatto così male), Pecchia diventa il vice di Rafa Benitez, il quale lo porta a conoscere realtà importanti come Napoli, Real Madrid e Newcastle, tre esperienze che permettono al giovane allenatore di studiare il maestro spagnolo, maturando poi l’idea di spiccare il volo “in solitaria”.

L’HELLAS. La grande occasione gli si presenta nell’estate del 2016, quando il neoretrocesso Hellas Verona gli affida una panchina in Serie B. Alla guida di quella che sostanzialmente è una corazzata per la categoria, Pecchia (pur con un girone di ritorno con più ombre che luci) centra subito la promozione. La stagione successiva, però, è da dimenticare: complice anche una rosa inadeguata per la categoria, l’Hellas retrocede mestamente dopo un’annata di agonia che determina anche l’esonero del tecnico, ormai totalmente inviso alla piazza (così come tra l’altro lo sarebbe stato il suo successore, Fabio Grosso, ma questa è un’altra storia…).

IL GIAPPONE E LA JUVENTUS. Archiviata l’esperienza gialloblù, Pecchia approda nella seconda divisione giapponese, dove guida l’Avispa Fukuoka con risultati modesti (quattro vittorie, tre pareggi e otto sconfitte), fino alle dimissioni. L’ultima sua esperienza in panchina risale dunque alla scorsa stagione, quando alla guida dell’Under 23 della Juventus riesce ad approdare ai play-off (venendo eliminato ai quarti dalla Carrarese) e soprattutto vincendo la Coppa Italia di categoria, il primo storico trofeo mai conquistato in Italia da una “squadra B”.

Redazione

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