Punti deboli e punti di forza, giocatori temibili e momento della squadra: diamo un’occhiata più approfondita alla squadra di Baroni
A poche ore dal fischio d’inizio del match contro la Reggina abbiamo deciso di introdurvi al match dando un’occhiata più approfondita all’avversario odierno.
Grazie anche al contributo dei colleghi di TifoReggina, andiamo quindi ad analizzare gli amaranto.
COME GIOCA
Baroni ha definitivamente sdoganato la difesa a quattro, abbandonando quella a tre del suo predecessore Toscano. A causa dei tanti infortunati, l’ex tecnico della Cremo ha dovuto adottare un tridente atipico con Rivas unica punta, a fungere peraltro da falso nove. A Reggio Emilia, per alcuni tratti, la squadra si è disposta con il 4-2-3-1, con Folorunsho a fare il pendolo tra il centrocampo e la trequarti. In occasione della gara odierna, Baroni potrebbe cambiare attaccante e inserire una punta di ruolo come Denis.
IL RENDIMENTO
La Reggina, intesa come società, non ha mai fatto mistero di voler puntare alla Serie A, o comunque alla parte sinistra della graduatoria. Dopo un avvio confortante, la squadra si è subito sciolta alle prime difficoltà e alla fine ha pagato per tutti il tecnico Toscano. Baroni ha ottenuto quattro punti in tre gare, alzando al momento la media, ma deve confermare la tendenza contro Cremonese e Ascoli.
IL PUNTO FORTE
Il centrocampo può fare la differenza, in positivo e in negativo. Il reparto composto da tre mediani di ruolo, soprattutto in fase di non possesso, è ben assortito, fisicamente e tecnicamente. Bianchi–Crisetig–Folorunsho garantiscono filtro e inserimenti negli spazi.
IL PUNTO DEBOLE
L’attacco è la nota dolente. Baroni si sta giocando gare probabilmente fondamentali per la salvezza senza un attaccante abile e arruolabile, grave colpa della condotta di mercato estiva.
IL GIOCATORE DA TEMERE
Rigoberto Rivas, al netto della stanchezza a causa degli impegni ravvicinati, può davvero fare la differenza in una Reggina che inizialmente ha dato poca fiducia ai ragazzi più giovani dell’organico. All’honduregno manca solo il gol, sfiorato più volte a Reggio Emilia.
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