Giampaolo: “Queste partite valgono più dei tre punti in classifica. Dobbiamo vincere, non esistono altre strade”

Le parole dell'allenatore grigiorosso Marco Giampaolo alla vigilia della partita contro il Pisa

Alla vigilia di Cremonese-Pisa, sfida in programma domenica 10 maggio alle ore 15 e valida per la 36^ giornata del campionato di Serie A, l’allenatore grigiorosso Marco Giampaolo ha presentato in conferenza stampa la partita contro la formazione nerazzurra…

La partita di domani è l’ultima chiamata?

“È così, inutile nascondersi dietro le responsabilità o rifugiarsi nei luoghi comuni. Credo che partite di questo tipo valgano più dei tre punti in classifica. C’è qualcosa in più, che riguarda il carattere, l’amor proprio, la resilienza, la ferocia e la capacità di ribellarsi alla situazione. Sono aspetti che chiamano in causa ciò che una squadra ha dentro. Ai ragazzi ho detto che devono essere consapevoli di una cosa: bisogna vincere, non esistono altre strade. Conta il modo in cui si affronta la responsabilità, il modo in cui si sta dentro la partita. Parlo di atteggiamento, presenza e sostanza”.

Ci potrebbero esserci novità nelle scelte di formazione?

“Non è il momento di giudicare i singoli calciatori o il percorso che hanno fatto con me. Oggi il punto non è questo e non mi interessa. Il focus deve essere sulla capacità di reazione: o si lotta oppure ci si lascia andare. È questo il principio su cui sono molto attento. Quando sono arrivato conoscevo bene le difficoltà, ma l’obiettivo era lottare fino all’ultimo secondo dell’ultima partita, sudando fino all’ultima goccia. Non voglio che il percorso prenda una direzione diversa. Cerco risposte in questo senso. Le partite si giocano in sedici, quindi il discorso riguarda tutti: bisogna chiamare a raccolta ciò che si ha dentro, avere un forte senso di appartenenza verso la maglia e verso i tifosi. Non si gioca soltanto per sé stessi, si rappresenta qualcosa di più grande. Io vado alla ricerca dello spessore umano”.

Sarà una gara carica di pressioni, anche perché si conoscerà già il risultato del Lecce e perché il Pisa arriva con una classifica ormai definita…

“Prima di tutto, nessuno regala niente a nessuno. Per noi questa partita deve essere pesante, ed è giusto che sia così. Io ci sto dentro. Non mi interessa pensare al Pisa: farà la propria partita, come è normale che sia. Noi dobbiamo andare a cercare qualcosa di più profondo, anche nei sentimenti e nel rapporto interno alla squadra. Il mio percorso finora è fatto di sei partite e mi baso su questo: voglio vedere chi c’è davvero sul piano della presenza e della responsabilità. Non ho nulla da rimproverare alla squadra per la sconfitta contro la Lazio, non sto facendo un’accusa. La sto chiamando a raccolta per questo appuntamento”.

Vardy è pronto per partire dal primo minuto?

“Sì, giocherà dall’inizio”.

La difesa a tre può essere una soluzione già dall’inizio?

“Noi abbiamo giocato a quattro e spesso difeso a cinque, quindi anche a tre. Il calcio oggi non può più essere letto in maniera statica. Contro la Lazio siamo partiti in un modo, abbiamo attaccato in un altro e difeso in un altro ancora: c’è molta fluidità. In queste partite abbiamo utilizzato Baschirotto, Terracciano e Luperto, che in fase difensiva formavano una linea a tre, mentre Floriani Mussolini, Pezzella e Zerbin partecipavano alla linea a cinque. Ma non è questo a fare la differenza. Sono aspetti che rientrano nella strategia e nella tattica, che rappresentano solo una piccola parte dei contenuti di una partita. Una gara contiene moltissime altre cose. Con il 5-3-2 si è vinto e si è perso: il modulo, preso da solo, non significa nulla”.

I tifosi hanno annunciato il loro sostegno alla squadra per la partita di domani, ma hanno anche sottolineato una mancanza di motivazioni da parte del gruppo…

“Un giocatore non motivato è uno che non dà nulla sul piano emotivo, a cui non interessa vincere o perdere. Io non credo che in questa squadra ci siano calciatori così. Poi possono esserci giocatori più forti e altri meno forti dal punto di vista caratteriale. Penso di aver sempre lavorato per scegliere il miglior undici possibile e domani farò lo stesso, ma so anche che questo non basta. Con i cambi la formazione iniziale può essere stravolta, quindi il discorso riguarda sempre i sedici che scendono in campo e, più in generale, tutta la squadra. Domani c’è un appello e noi siamo chiamati a rispondere con gli atteggiamenti, con la resilienza e con la capacità di reagire. Nel calcio si vince e si perde, ma ora dobbiamo dare una risposta caratteriale, fisica e di appartenenza. Per questo dico che la partita va oltre i tre punti”.

Collocolo e Thorsby possono essere della partita?

“Fanno parte dei convocati, quindi sì”.

Redazione

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1 Commento
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Oga
4 mesi fa

Dai, che ce la facciamo!
Operazione “meno uno”.
E poi ce la giochiamo fino alla fine…

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