Le mosse di Stroppa per rilanciare la Cremonese: il 3-5-2 e il nodo Vandeputte

Il tecnico lodigiano punta a un ritorno al modulo collaudato, ma la squadra ha bisogno di rinforzi dal mercato per inseguire la Serie A

La decisione di richiamare Giovanni Stroppa sulla panchina della Cremonese segna un ritorno a una visione tattica consolidata, il 3-5-2, dopo l’esperimento fallito del 4-2-3-1 di Eugenio Corini. Nonostante le due vittorie iniziali, la squadra ha mostrato gravi lacune in fase difensiva e una scarsa creatività a centrocampo, subendo ben otto gol in cinque partite. Per una formazione data tra le favorite per la promozione, questi numeri rappresentano una grave battuta d’arresto.

Cremonese: il ritorno al 3-5-2 significa equilibrio

Come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport, con il sistema di Corini, il reparto difensivo si era rivelato fragile, sovraccaricando i due centrali e lasciando scoperto il centrocampo. Antov, uno dei protagonisti della passata stagione, è stato penalizzato, mentre Castagnetti e Collocolo, due giocatori non particolarmente dinamici, non riuscivano a proteggere adeguatamente la difesa. Stroppa punta quindi a ripristinare un modulo che aveva portato la squadra a competere per la Serie A nella scorsa stagione, ma che, ironicamente, gli era costato la panchina dopo risultati altalenanti. La posizione di alcuni giocatori, però, resta un’incognita. Uno dei nodi principali riguarda Jari Vandeputte, protagonista nella passata stagione con il Catanzaro, ma ancora senza un ruolo ben definito in questa Cremonese. Mentre Corini lo aveva schierato come esterno destro, Stroppa sembra orientato a utilizzarlo come interno di centrocampo, con libertà di movimento sulla sinistra. La sfida sarà trovare per lui la collocazione ideale per sfruttare il suo potenziale. Franco Vszquez, con Corini è stato avanzato nel ruolo di seconda punta, trovando spesso la via del gol (quattro reti finora). Stroppa, invece, potrebbe arretrarlo dietro l’attacco, chiedendogli maggiore partecipazione alla fase di copertura, un aspetto che potrebbe ridurre la sua incisività offensiva. Oltre ai dilemmi tattici, la Cremonese deve affrontare alcune carenze strutturali nella rosa. Il reparto offensivo è un’altra area critica. Bonazzoli e Nasti hanno segnato solo due reti a testa, mentre De Luca è ancora a secco. La cessione di Coda ha indebolito ulteriormente l’attacco, rendendo indispensabile l’acquisto di una punta di peso nel mercato di gennaio. Per tornare competitiva, la Cremonese avrà bisogno di un giocatore in grado di finalizzare e dare profondità al gioco.

 

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