La Cremonese perde 4-1 contro il Como e retrocede in Serie B dopo una stagione passata nella massima serie. Nel post partita, l’allenatore grigiorosso Marco Giampaolo ha commentato la sconfitta e il triste epilogo della formazione lombarda…
Resterà alla Cremonese?
“Bisogna rispettare i tempi. Dopo un epilogo del genere c’è bisogno di metabolizzare quanto accaduto, recuperare energie e avere la giusta serenità per fare tutte le valutazioni necessarie. La Cremonese è una società forte, solida, capace di ripartire e di fare meglio in futuro. Io non mi tiro indietro, ma adesso è il momento di assorbire il risultato finale. Poi si vedrà”.
Il principale rimpianto sulla partita di oggi…
“Il Como è una squadra di un’altra categoria, di un altro livello. Preparare una partita contro di loro è sempre complicato, perché hanno qualità tecniche tali da poter rispondere a qualsiasi tipo di strategia. Lo sapevo e mi aspettavo un Como brillante, forte, venuto qui per indirizzare la gara. Non è una squadra che calcola: se può, sportivamente parlando, ti ammazza. Noi abbiamo provato a giocare cercando di costruirci qualche possibilità attraverso una determinata gestione della partita. Alla luce dei fatti è stata una gara proibitiva, poi siamo rimasti anche in dieci. Il rigore assegnato a loro mi è sembrato generoso, ma va detto che il Como è di un altro livello e lo ha confermato conquistando un posto in Champions League”.
Come si spiega il rendimento dei grigiorossi nel girone di ritorno, anche prima del suo arrivo…
“Per salvarci, dal momento del nostro arrivo, avremmo dovuto conquistare 15 punti. Oggi la classifica dice questo: in nove partite sarebbe servita una media altissima. Non sarebbe bastato nemmeno pareggiare con la Lazio, perché bisognava tenere un ruolino di marcia da squadra che lotta per la Champions League. La quota salvezza si è alzata tantissimo. Io ho trovato una squadra corretta e professionale, forse persino troppo ordinata. Quando non si raggiunge un obiettivo non bisogna per forza cercare spiegazioni nei comportamenti, nella condizione fisica o in altri aspetti di questo tipo: sarebbe fuorviante. Posso parlare solo della mia gestione. Il gruppo ha lavorato, è una squadra non fortissima dal punto di vista qualitativo, ma costruita per esserlo sotto il profilo quantitativo. Questo le ha permesso di fare punti, anche se non sono bastati. Con me i calciatori non hanno mai buttato via un allenamento. Sono sempre stati disciplinati e disponibili. Per quanto mi riguarda, il loro comportamento è sempre stato corretto”.
Cos’ha detto alla squadra?
“Li ho ringraziati per la disponibilità che mi hanno dimostrato, la stessa di cui ho appena parlato. Nello sport si può vincere e si può perdere, ma a fare la differenza è il modo in cui si affrontano le situazioni, soprattutto le difficoltà. Non conosco il futuro di ciascuno di loro, né le rispettive situazioni contrattuali”.
Sull’espulsione di Grassi…
“Probabilmente ha protestato per il calcio di rigore. Bisogna anche capire il momento e la situazione: ci si giocava una partita che poteva essere ancora utile per l’obiettivo. Le espulsioni successive, soprattutto quelle di chi si stava scaldando, andavano evitate, ma posso comprenderle. Quando il sangue ribolle, una reazione può esserci. Non so esattamente cosa abbia detto”.
Avrebbe fatto dele scelte diverse?
“Se mi guardo indietro, inevitabilmente vado a cercare punti da qualche parte. Si poteva vincere con il Torino, pareggiare con la Lazio o fare qualcosa in più in altre partite, ma non è detto che poi avremmo comunque vinto a Parma o a Udine. Il mio ragionamento, fin dall’inizio, è stato semplice: quanti punti servivano per salvarsi in nove partite? La risposta era 15. E 15 punti in nove gare significano tenere un passo da squadra che lotta per obiettivi completamente diversi”.
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Dopo aver metabolizzati , ciao Giampaolo, ciao GIACCHETTA, ciao ARMENIA !!!!!!
GRAZIE
Ci vogliono persone capaci e ora noi tifosi VORREMMO PERSONE CAPACI !!!!!!
DI INETTI ne abbiamo già avuti e sopportati TROPPI
FORZA CREMO !!!💪
Il mister ha ragione: la situazione è stata comrpmessa dal black-out fra gennaio e marzo, non dopo.
Va detto che in passato tante squadre neopromosse hanno viaggiato a mille all’andata per poi frenare ( franare?) nel ritorno.