Cremonese, difesa solida ma attacco sterile

Settimo clean sheet stagionale contro il Genoa, ma solo tre gol nelle ultime undici gare: per la salvezza servono più reti

 La Cremonese interrompe la serie negativa e torna a muovere la classifica, ma il pareggio contro il Genoa lascia un doppio messaggio. Da un lato c’è la ritrovata compattezza difensiva, certificata dal settimo clean sheet stagionale; dall’altro resta un problema evidente: la difficoltà cronica a segnare. Dopo tre sconfitte consecutive, evitare un nuovo passo falso era fondamentale, soprattutto sul piano mentale. Il punto conquistato ha evitato alla squadra di Davide Nicola di scivolare ulteriormente in classifica, mantenendo aperta la corsa salvezza in un contesto estremamente equilibrato.

Cremonese, la solidità difensiva non basta

Il dato più confortante riguarda la fase difensiva. Non subire gol in un momento delicato rappresenta un segnale di crescita sotto il profilo dell’attenzione e dell’organizzazione. La linea arretrata è apparsa più coordinata, il centrocampo più attento nel filtrare le linee di passaggio e il portiere meno esposto a situazioni di emergenza. In una lotta dove ogni dettaglio può incidere, la solidità rappresenta una base preziosa. Nel 2026, però, la permanenza in Serie A non può poggiare solo sull’equilibrio difensivo. Tre gol nelle ultime undici giornate sono un dato che preoccupa, soprattutto considerando la necessità di vincere scontri diretti nelle prossime settimane. La manovra della Cremonese arriva con discreta continuità fino alla trequarti, ma si spegne al momento della rifinitura o della conclusione.

Come sottolinea Tuttocremonese, contro il Genoa qualche segnale positivo si è comunque intravisto. Milan Djuric ha garantito presenza fisica e capacità di far salire la squadra, offrendo un punto di riferimento stabile in area. Federico Bonazzoli, invece, è andato vicino al gol vittoria con una traversa colpita nei minuti finali, episodio che avrebbe potuto cambiare il peso del risultato. Sono indizi su cui costruire. La presenza di un centravanti strutturato può favorire gli inserimenti dei centrocampisti e la gestione delle seconde palle, ma occorre maggiore precisione negli ultimi sedici metri e più cattiveria agonistica nelle conclusioni. Per Nicola la sfida sarà trovare soluzioni che aumentino la produttività offensiva senza compromettere l’equilibrio ritrovato. Più rapidità nella circolazione del pallone, movimenti coordinati tra attaccanti e trequartisti e un maggiore ricorso al tiro dalla distanza possono rappresentare alternative utili contro difese chiuse.

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Oga
Oga
1 mese fa

Si segna pochissimo.
Ma l’articolo mi sembra troppo pessimistico.
Siamo lì e la Cremo tornerà a segnare e a vincere!

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Togliete pure il “potrebbero”

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