La difficoltà più evidente della Cremonese in questa Serie A emerge da un dato che pesa come un macigno nella corsa salvezza: quando va sotto nel punteggio, non riesce a rimontare. Dopo 24 giornate, i grigiorossi hanno recuperato appena un punto da situazione di svantaggio. È accaduto una sola volta, a settembre al Sinigaglia contro il Como. In quell’occasione, dopo il vantaggio lariano firmato da Nico Paz, fu Baschirotto a ristabilire l’equilibrio. Un episodio isolato in un percorso che, da allora, non ha più registrato reazioni efficaci.
Cremonese: le rimanete sono un miraggio
Il dato è chiaro: 12 volte su 24 la squadra di Davide Nicola è passata in svantaggio e in 11 di queste circostanze ha poi perso la partita. Le sconfitte maturate dopo il primo gol subito coinvolgono Inter (due volte), Juventus (due volte), Pisa, Roma, Torino, Napoli, Fiorentina, Atalanta e Sassuolo. Gli ultimi tre ko consecutivi fotografano perfettamente il problema. Contro il Sassuolo la rete iniziale di Fadera ha indirizzato subito il match, con Vardy unico a impensierire Muric nel prosieguo. Con l’Inter è stato Lautaro Martinez a sbloccare la gara al 16’, prima del raddoppio di Zielinski. A Bergamo, contro l’Atalanta, lo schema si è ripetuto: Krstovic in gol nei primi 15 minuti, poi il 2-0 di Zappacosta, rendendo vano il sigillo finale di Thorsby. Una costante che evidenzia la difficoltà nel cambiare inerzia alle partite. Se la Cremonese incassa per prima, il risultato finale sembra quasi scritto. Un limite che incide sul morale e sulla classifica.
Come sottolinea Cuoregrigiorosso, il dato assume contorni ancora più significativi se confrontato con le prestazioni quando la squadra passa in vantaggio. In 8 occasioni i grigiorossi hanno aperto le marcature, raccogliendo 18 punti complessivi (5 vittorie e 3 pareggi). In queste situazioni, la Cremo ha dimostrato solidità, evitando rimonte complete e gestendo meglio il risultato.
Il paradosso è evidente: quando conduce, la squadra sa difendere il vantaggio; quando insegue, fatica a reagire. Un aspetto che diventa determinante nella fase decisiva del campionato, dove la capacità di rimontare può fare la differenza tra salvezza e retrocessione. Per invertire la rotta servirà una risposta soprattutto mentale, oltre che tattica. Perché in una lotta così serrata, anche un solo punto recuperato può cambiare il destino di una stagione.


