Ritorno in grigiorosso per Milan Djuric. Dopo aver vestito la maglia della Cremonese nella stagione 2012-13, lāattaccante bosniaco classe 1990 ĆØ tornato a Cremona. Oggi, nella sala stampa del Centro Sportivo āArvediā, si ĆØ svolta la conferenza stampa di presentazione…
ComāĆØ nata lāopportunitĆ di tornare in grigiorosso? E che emozione ti dĆ rivederti qui?
āPer prima cosa voglio ringraziare il Cavaliere Arvedi e tutta la societĆ per la fiducia che mi hanno dimostrato fin da subito. Tutto ĆØ nato allāinizio del mercato: io avevo voglia di accettare la proposta della Cremonese e sono felice di essere tornato. Ć unāemozione forte, perchĆ© sono passati tanti anni e nel frattempo sono cresciuto sia come giocatore che come uomo. Sono pronto a fare del mio meglio per raggiungere lāobiettivo prefissato insieme ai miei compagni di squadra”.Ā
Come pensi che le tue caratteristiche possano integrarsi con i compagni del reparto offensivo?
āDa parte mia cāĆØ la massima disponibilitĆ . Conosco l’allenatore e so che farĆ le scelte migliori per la squadra. Davanti ognuno ha caratteristiche diverse: io sono pronto a conquistarmi spazio e a dare il mio contributo in una stagione importante, che può permettere alla Cremonese di consolidarsi in un top campionato europeo. Posso essere utile soprattutto nei momenti di difficoltĆ , anche per provare a raddrizzare le partite grazie alle mie doti fisiche. Conosco bene Bonazzoli e tanti altri: con alcuni ci siamo affrontati spesso da avversari. Inserirmi ĆØ stato semplice, perchĆ© sono stato accolto benissimo. Ora sono concentrato sulle prossime gareā.
Quanto ha pesato la presenza di Nicola nella tua scelta di tornare a Cremona?
āHa inciso il giusto. Sono molto legato a Nicola e conosco il suo modo di lavorare, ma ĆØ stata decisiva anche la societĆ , che ha reso possibile trovare gli accordi in tempi abbastanza rapidi. Inoltre ho parlato con alcuni ragazzi: mi hanno descritto una realtĆ sana, ambiziosa, che vuole consolidarsi e puntare a un traguardo importanteā.
Da fuori, come hai visto il momento complicato di risultati dellāultimo periodo? E come se ne esce?
āDallāesterno ho sempre percepito la Cremonese come una squadra scomoda da affrontare, con entusiasmo e energia legati al ritorno in Serie A. Le difficoltĆ capitano a tutte, ma ĆØ fondamentale non farsi schiacciare dallo stress e mantenere equilibrio, sia quando va bene sia quando va male. Bisogna restare sereni, lavorare forte e ragionare una partita alla voltaā.
A Parma ti hanno descritto come un āuomo spogliatoioā: ti riconosci in questa definizione?
āA Parma mi sono trovato benissimo sotto ogni aspetto, dalla societĆ ai tifosi. Poi nel calcio possono esserci scelte diverse. Sono orgoglioso del mio percorso nello spogliatoio, perchĆ© eravamo una delle squadre più giovani della Serie A e ho cercato di mettermi a disposizione dei compagni, anche dando consigli. Se cresce un ragazzo, cresce tutta la squadra: mi fa piacere aver lasciato questa impressioneā.
Tu sei classe 1990 e Vardy ĆØ classe 1987: insieme potreste formare una delle coppie più esperte del campionatoā¦
āOggi lāetĆ conta fino a un certo punto: la cura dei dettagli, del lavoro e dellāalimentazione permette di rendere ad alto livello più a lungo. Jamie lo conosciamo tutti: con lui possiamo completarci, cosƬ come posso integrarmi con le caratteristiche degli altri compagni. Sono totalmente a disposizione del misterā.
Rispetto al 2013, qui ĆØ cambiato tutto: categoria, strutture, dimensione del clubā¦
āRicordo benissimo la volontĆ del Cavaliere Arvedi di far crescere questa piazza: la si percepiva giĆ allora. Sono felice che ci sia riuscito. In quel periodo il Centro Sportivo era appena stato costruito e lāambizione era enorme, nonostante fossimo in Serie C: questo faceva giĆ capire lāimpatto che voleva avere nel mondo dello sport cremonese. Tornare in Serie A ĆØ emozionante, ĆØ come chiudere un cerchio. Adesso manca lāultimo passo: consolidarciā.
(Foto presa dal sito ufficiale della Cremonese)


