Nicola: “Napoli squadra più attrezzata della Serie A. Pronti a scendere in campo con serenità e grandissima dedizione”

Le parole di Davide Nicola in conferenza stampa alla vigilia di Cremonese-Napoli

Alla vigilia di Cremonese-Napoli, in programma domenica 28 dicembre alle ore 15 e valida per la 17^ giornata di Serie A, l’allenatore grigiorosso Davide Nicola ha presentato in conferenza stampa la sfida dello “Zini” contro i partenopei…

Il Napoli ha vinto diversi scontri diretti, ma di recente ha perso con l’Udinese e pareggiato col Cagliari in Coppa Italia. Cosa può prendere la Cremonese da queste due gare?

“Quando il Napoli lascia qualche punto per strada non è certo una cattiva notizia, ma parliamo dei campioni d’Italia: con l’Inter è tra le squadre più attrezzate e organizzate della Serie A, oltre ad avere un allenatore straordinario. Arriveranno anche esaltati dalla Supercoppa. I numeri raccontano bene la distanza tra noi e una squadra con obiettivi così importanti. Sappiamo di affrontare giocatori abituati a questi ritmi, però a volte si può essere ancora più competitivi. Per noi sarà una partita in cui dovremo valorizzare tutto ciò che abbiamo incontrato finora, portandolo al massimo livello, con serenità e grandissima dedizione”.

In difesa la coperta è corta. Ci sono novità?

“Non dovremmo avere problemi a recuperare Bianchetti. Dispiace aver perso Ceccherini per squalifica, ma abbiamo altre soluzioni: chi è sceso in campo ha sempre fatto la propria parte. Numericamente ci siamo”.

Le condizioni Collocolo e Vandeputte? In settimana Vandeputte si è allenato?

“Vandeputte ha avuto l’influenza, ma conto di recuperarlo: anche se non fosse al top, valuteremo col confronto con lo staff medico se convocarlo e quanto impiegarlo. Su Collocolo il discorso è più lungo: si è fatto male a settembre, ora sta svolgendo un percorso mirato per ritrovare la condizione di base. Questo mese servirà proprio a rimetterlo in ritmo, poi tornerà a lavorare stabilmente con la squadra. Non vediamo l’ora di riaverlo, e lo stesso vale per lui”.

Quanto può pesare il tifo in una partita così delicata? Sono attesi anche molti tifosi partenopei…

“Napoli è una realtà seguita ovunque, ma anche noi abbiamo una tifoseria presente, in casa e fuori. Domani il pubblico può essere ancora più determinante nel trasmettere sicurezza: una sicurezza ‘di qualità’, non presuntuosa, perché non ci appartiene. Quando lo stadio alza i decibel e porta energia, si sente anche nei contrasti e nei duelli. Sono convinto che ci sosterranno: dobbiamo alzare tutti i decibel, in campo e sugli spalti, sempre nel rispetto dell’avversario”.

Cosa aggiunge la gara con il Napoli al percorso fatto fin qui?

“È una grandissima opportunità di verifica, perché loro sanno fare tante cose e le fanno tutte bene. In fase difensiva sono maniacali per attenzione, spirito ed efficacia; in possesso uniscono qualità individuale altissima a organizzazione e umiltà nel gestire i momenti della gara. Sono capaci di ‘spada e fioretto’, come le squadre che lottano in alto: lo scudetto e il loro campionato lo dimostrano. Per noi sarà la prova migliore di tutto ciò su cui abbiamo lavorato. Sono curioso: servirà uno step mentale, dovremo fare tutto bene e sperare che loro non siano nella giornata migliore. È una sfida che gratifica, vogliamo affrontarla anche con l’aiuto del nostro pubblico”.

C’è il rischio di rivedere un primo tempo come contro la Juventus, dove avete sofferto l’aggressività avversaria e siete cresciuti nella ripresa?

“Dobbiamo aspettarci momenti del genere, anzi dobbiamo essere bravi anche a provocarli. Le partite cambiano spesso ogni quarto d’ora: a tratti sono pulite, a tratti più ‘sporche’ e confuse. Dovremo essere molto lucidi soprattutto nelle transizioni, che ci saranno da una parte e dall’altra, senza perdere mai l’interpretazione delle situazioni. Dove non si riesce a essere efficaci, bisogna essere puliti, adattarsi e avere fiducia in ciò che si fa. Il calcio è una somma di errori: le occasioni arrivano quando fai le cose per bene”.

Domani conterà di più l’esperienza dei singoli o la voglia dei giovani di incidere contro una big?

“Conta tutto: abilità, letture, dettagli che sembrano banali. Anche spostarsi di 20 o 30 centimetri può cambiare un’azione e determinare un gol o evitarlo. Questa partita ci permetterà di mettere a frutto quello che abbiamo costruito fin qui. Il Napoli fa bene tutto e noi dovremo far bene tutto: è questo che mi galvanizza. Poi accadrà quel che accadrà”.

Tra pochi giorni inizia il calciomercato. Ha chiesto rinforzi?

“Non parlo di calciomercato prima di una partita come questa. In modo diretto: sono contento della rosa che ho. Poi sarà importante capire se qualcuno ha esigenze diverse e, in quel caso, faremo un’analisi approfondita tra un paio di settimane”.

De Laurentiis ha detto che le “trappole” sono sempre dietro l’angolo. Battuta o modo per tenere alta l’attenzione?

“Quando una squadra compete per tanti obiettivi, e ottiene risultati, la fame deve rimanere alta. Ribadire mentalità, unità, approccio al lavoro e umiltà è un messaggio tipico di società, allenatori e giocatori. La cosa più difficile è restare affamati e ‘regolati’ sulla competizione. Ed è una delle poche giustizie del calcio: anche i più bravi, se abbassano l’asticella, possono andare incontro a difficoltà. Poi è chiaro: per avvicinarci al loro livello dobbiamo fare il doppio o il triplo del lavoro, ma il concetto vale per tutti. E io ci credo”.

 L’etichetta di squadra “rivelazione” del campionato vi stimola?

“Non so chi lo dica. Se non è una gufata, spero lo dicano a fine stagione: lì sì che farebbe piacere. Adesso non mi interessa”.

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