Alla vigilia di Cremonese-Atalanta, in programma sabato 25 ottobre alle 20:45 e valida per l’ottava giornata di Serie A, l’allenatore dei grigiorossi Davide Nicola ha presentato in conferenza stampa il match contro la formazione bergamasca…
Le sue parole.
CONTRO L’UDINESE LA CREMONESE HA MOSTRATO GRANDE SPIRITO, CERCANDO FINO ALLA FINE DI PORTARE A CASA LA VITTORIA. È SODDISFATTO DELLA PRESTAZIONE?
“Io tendo a guardare le cose in un’ottica più ampia. Sono soddisfatto quando vedo in campo ciò che proviamo durante la settimana: questo è il nostro obiettivo. Dobbiamo però riuscire a essere fluidi per più partite consecutive e continuare a migliorare in altre aree. L’Atalanta rappresenta una sfida di livello superiore: serviranno maggiore velocità, lucidità nelle letture e meno frenesia. È una squadra imbattuta, solida, consolidata nel panorama italiano e internazionale, e allenata da Juric, che stimo molto. Per noi sarà un test tosto, in un periodo in cui si concentrano diversi impegni ravvicinati: dovremo essere pronti ad adattarci, anche con interpreti diversi”.
L’ATALANTA HA SEGNATO POCHI GOL E CONCEDE QUALCOSA IN DIFESA. È UN ELEMENTO CHE PUÒ INCIDERE?
“Dopo poche giornate i dati vanno sempre presi con cautela. Il fatto certo è che non hanno ancora perso, quindi restano una squadra altamente competitiva. Hanno un organico di grande livello, allineato agli obiettivi stagionali: sarà una partita molto difficile, e dovremo essere all’altezza per competere”.
IL TECNICO DELLA JUVENTUS, IGOR TUDOR, HA DETTO CHE SE I BIANCONERI AVESSERO AFFRONTATO LA CREMONESE AL POSTO DEL MILAN, LA CLASSIFICA SAREBBE DIVERSA. COME COMMENTA QUESTE PAROLE?
“Credo intendesse che, affrontando squadre con obiettivi diversi dalla Juventus, avrebbero potuto ottenere qualche punto in più. È una sua valutazione. Di certo è più probabile che chi lotta per lo scudetto vinca più partite contro chi lotta per salvarsi, ma nel calcio nulla è scontato: è proprio questo il suo fascino”.
IN VISTA DEL TURNO INFRASETTIMANALE, HA IN MENTE DELLE ROTAZIONI?
“Le rotazioni per me esistono già dentro la singola partita. Mi piace coinvolgere tutti per distribuire meglio le energie tra i vari momenti di gioco o tra una gara e l’altra. Tutti devono sentirsi partecipi. Qualche cambiamento ci sarà, ma valuteremo con calma”.
SARMIENTO POTREBBE PARTIRE TITOLARE?
“Sì, è possibile, così come altri. Le scelte vanno sempre contestualizzate in base all’avversario e ai compagni di reparto. Alcune caratteristiche si completano tra loro, mentre metterne troppe simili può diventare rischioso. Gli equilibri nascono dal modo di giocare e dall’interpretazione dei singoli. Per me il giocatore più importante è sempre chi sa determinare, che sia dall’inizio o a gara in corso”.
VARDY HA DATO SEGNALI POSITIVI IN ENTRAMBE LE FASI. COME LO HA VISTO?
“Penso che tutti abbiano notato la sua prestazione. Dopo alcune gare da subentrante, da titolare ha mostrato il vero Jamie Vardy: utile alla squadra, incisivo negli spazi e sempre pericoloso. Dobbiamo solo gestire il suo carico di lavoro, perché i suoi dati fisici sono da top player. La sua mentalità è straordinaria. Cercheremo di incastrare bene tutto per sfruttare al meglio le sue caratteristiche, gestendo il minutaggio. È un valore aggiunto, come tutti i nostri attaccanti, che stanno ritrovando forma, brillantezza ed esplosività”.
L’ATALANTA POTREBBE LASCIARE DEGLI SPAZI. COME PENSA DI SFRUTTARLI?
“Ogni squadra, durante la partita, prova a imporre il proprio gioco. Anche contro avversari forti dobbiamo credere di poter creare le nostre occasioni, pur sapendo che non è semplice. Se fanno fatica squadre di alta classifica, è normale che sia difficile anche per chi lotta per la salvezza. L’Atalanta ha la forza di cambiare dieci-undici giocatori senza perdere competitività. Noi abbiamo le nostre qualità e dovremo valorizzarle, con l’aiuto dei tifosi e la volontà di alzare i giri. Migliorare è un processo che durerà tutta la stagione”.
FINORA HA SEMPRE PREPARATO BENE LE PARTITE. È SODDISFATTO DELLA RISPOSTA DEL GRUPPO?
“Io non sono un veggente: analizzo l’avversario e valuto la nostra condizione. L’obiettivo iniziale era capire se potevamo essere competitivi. Non basta voler dominare, serve consapevolezza e umiltà. Dobbiamo continuare a muoverci da squadra, crescere nella gestione delle ampiezze e nella capacità di reagire quando perdiamo palla. Ogni avversario ha qualità che vanno rispettate. Domani ci attende una squadra aggressiva, asfissiante nel pressing: serviranno attenzione e qualità, ma anche la spinta del pubblico, che ci sta dando tanto. Sentire i tifosi esaltarsi per un recupero palla è segno che la squadra viene apprezzata per lo spirito e la generosità”.
QUALI SONO LE CONDIZIONI DI AUDERO?
“Emil ha recuperato. Domani avremo un ultimo confronto con lo staff medico, ma sarà convocato”.
CHE TIPO DI PARTITA SI ASPETTA CONTRO L’ATALANTA?
“Loro sono molto aggressivi. Se si riesce a superare la prima pressione con qualità, si possono aprire spazi interessanti. Noi abbiamo le nostre idee e cerchiamo di portarle avanti con equilibrio, alternando fasi di gioco alte, intermedie e basse a seconda dell’avversario. Tutto dipende dalla qualità con cui riusciamo a eseguire le nostre strategie”.
GRASSI HA SALTATO LA GARA CON L’UDINESE PER INFORTUNIO: QUAL È LA SUA SITUAZIONE?
“Speriamo di riaverlo presto. Ha avuto un piccolo problema fisico. Queste situazioni, per quanto complicate, stimolano la mia curiosità: permettono di sperimentare e scoprire nuove soluzioni. A volte proprio da queste difficoltà nascono risorse inaspettate”.
QUANDO KRSTOVIC FATICA A INGRANARE, L’ATALANTA SEMBRA SOFFRIRE. È D’ACCORDO?
“Non so se sia così diretto il rapporto. Da avversario, vedo una squadra che ha recuperato Scamacca e che può contare su tanti elementi pericolosi: Krstovic, ma anche Maldini, Lookman, De Ketelaere, Sulemana, Samardzic… È un gruppo completo, abituato a gestire più competizioni. Io penso solo a far esprimere al meglio la Cremonese, trovando sempre nuove soluzioni con i giocatori a disposizione”.
ORA CHE SI ENTRA IN UN PERIODO FITTO DI IMPEGNI, QUANTO POSSONO INCIDERE GIOCATORI COME JOHNSEN, BONAZZOLI E SANABRIA?
“Stanno già dando il loro contributo. Il passo successivo è garantire continuità. Abbiamo calciatori di qualità che possono cambiare le partite, l’importante è avere soluzioni per restare competitivi per tutti i novanta minuti”.
VANDEPUTTE HA DETTO CHE LEI CHIEDE MOLTO ALLE MEZZALI IN FASE DIFENSIVA. COME VALUTA LA SUA CRESCITA?
“Il discorso vale per lui e per tutti: quando non hai la palla, devi difendere. A volte nello spazio, altre sull’uomo. Jari sta crescendo bene, si sta adattando a una nuova categoria e ha già dimostrato di possedere qualità importanti”.
BONAZZOLI È IL GIOCATORE MIGLIORE PER LEGARE IL GIOCO ABBASSANDOSI TRA LE LINEE?
“Io chiedo agli attaccanti di abbassarsi quando serve, perché ci sono spazi che vanno occupati in anticipo o in copertura. Tutto dipende dal contesto. Più la squadra riesce a essere fluida in fase offensiva e compatta in quella difensiva, più riusciremo a uscire con trame di gioco efficaci e qualitative”.


