Nicola: “Ci aspetta una gara difficile. È ancora presto per guardare la classifica”

Le parole dell'allenatore grigiorosso in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Parma

Alla vigilia di Cremonese-Parma, in programma domenica 21 settembre alle ore 15 e valida per la quarta giornata del campionato di Serie A, l’allenatore grigiorosso Davide Nicola ha presentato in conferenza stampa la sfida contro la formazione ducale.

Le parole di Nicola. 

COME SI È SVOLTA LA SETTIMANA DI LAVORO E QUALI SONO LE CONDIZIONI DEI GIOCATORI REDUCI DA ACCIACCHI?
“È stata una settimana intensa ma molto proficua, nella quale abbiamo rimodulato alcuni percorsi individuali. Affronteremo una squadra che ha giocato due giorni prima di noi, ma siamo comunque riusciti a impostare bene la preparazione. L’obiettivo è inserire il prima possibile Vardy e Sarmiento, ma senza esagerare: i carichi di lavoro rischiavano di essere pesanti e per questo hanno seguito un programma differenziato per prevenire infortuni. Proseguiranno così anche nei prossimi giorni. Buone notizie invece per Barbieri, che tornerà ad allenarsi in gruppo e potrà riassaporare il clima partita. La prossima settimana anche Payero sarà a pieno regime, oggi è già attorno all’80% della condizione”.

CHE TIPO DI PARTITA SI ASPETTA CONTRO IL PARMA, UNA SQUADRA CHE HA CAMBIATO MOLTO IN ESTATE MA CHE È ANCORA FERMA A UN PUNTO?
“Mi aspetto una gara difficile contro un avversario forte, che ho studiato attentamente. È ancora presto per guardare la classifica: il campionato è lungo e complicato. Il Parma è stato costruito bene, ha un allenatore che stimo sia per il modo di lavorare sia per l’esperienza maturata al fianco di grandi tecnici. È una squadra con un’identità chiara, che alterna possesso e verticalizzazioni, e con giovani di qualità. L’anno scorso dissi lo stesso del Como, quest’anno vale per il Parma: dovremo giocare al meglio perché sfideremo una formazione dalle qualità tecniche importanti”.

IL PARMA FA GRANDE AFFIDAMENTO SUL GIOCO SULLE FASCE: QUALI SARANNO LE CONTROMISURE?
“Il Verona è stato il primo avversario con queste caratteristiche, ma altre squadre le hanno: Parma, Roma, Atalanta, Udinese. Tutte fanno dell’aggressività un marchio di fabbrica. Serve un tempo di adattamento, ma contro di loro bisogna alzare ritmo e velocità del gioco. Non dobbiamo avere fretta: sarà fondamentale anche il sostegno del nostro pubblico, che ci aiuterà a prendere sempre più consapevolezza. Lo spirito con cui abbiamo iniziato questa avventura è stato straordinario e dobbiamo mantenerlo vivo, come stanno facendo i nostri tifosi”.

NEL PREPARARE LA SFIDA SI È CONCENTRATO PIÙ SULLE CARATTERISTICHE DEL PARMA O SU QUELLO CHE HA VISTO CONTRO IL VERONA?
“Non abbiamo ancora giocato costantemente con il baricentro alto: le altezze in campo cambiano a seconda delle fasi della partita e degli avversari. Stiamo lavorando soprattutto su noi stessi, mantenendo grande umiltà. Dopo il girone d’andata avremo una visione più chiara e potremo adattarci meglio. Vogliamo costruire da dietro restando compatti, ma in Serie A è decisiva la velocità nel passare da una fase all’altra. Spesso sono questi dettagli a fare la differenza”.

FINORA OGNI GARA HA AVUTO UN PROTAGONISTA DIVERSO: SI ASPETTA UNA CREMONESE PIÙ “DI SQUADRA”?
“Il lavoro è sempre di gruppo, ma a volte qualcuno riesce a dare un contributo extra e a risultare decisivo. È normale. Tutti finora sono stati encomiabili: credono fortemente in ciò che stiamo costruendo. Se abbiamo fatto punti è perché hanno dimostrato di essere squadra. Sappiamo anche che non sempre riusciremo a ottenere il risultato, per merito degli avversari. La partita di domani sarà un altro banco di prova per crescere”.

VAZQUEZ PUÒ ESSERE IL GIOCATORE CAPACE DI ACCENDERE LA LUCE? LA FISICITÀ DI MOUMBAGNA POTRÀ ESSERE UN’ARMA IN ATTACCO?
“Entrambi possono esserlo, ma la priorità ora è riportare tutti i nuovi allo stesso livello: servirà circa un mese. Faris si sta allenando con regolarità e anche lui sarà importante. Dovremo adattare le strategie in base alla condizione della squadra. In Serie A è fondamentale avere giocatori capaci di trovare la soluzione giusta sotto pressione, ma questa abilità si costruisce con il lavoro e con il rispetto degli equilibri interni”.

ALLEGRI HA DETTO DI VOLER INTRODURRE IL VAR ANCHE PER L’ASSEGNAZIONE DEI CALCI D’ANGOLO: È D’ACCORDO?
“Sì, sono d’accordo. Apprezzo la mentalità che gli arbitri stanno mostrando e il modo in cui comunicano con noi e con i giocatori. A Verona ci è stato tolto un calcio d’angolo dopo revisione VAR: era giusto, l’ultimo tocco era nostro. Sulla carta poteva sembrare un’occasione persa, ma meglio così piuttosto che avere un vantaggio ingiusto. L’importante è che la regola valga per tutti, e sono fiducioso che sarà così”.

VANDEPUTTE E COLLOCOLO SONO DIVENTATI TITOLARI FISSI A CENTROCAMPO: COSA L’HA SPINTA A PUNTARE SU DI LORO CON CONTINUITÀ?
“La risposta è già nella domanda: energia e spirito di sacrificio. Sono alla prima esperienza in Serie A ed è la dimostrazione che in categorie inferiori ci sono giocatori pronti per questo livello. Sono contento perché sono ragazzi eccezionali, disponibili al lavoro e molto utili alla squadra. Li abbiamo impiegati tanto anche perché l’inserimento di Payero è stato graduale. Oggi abbiamo più soluzioni: Vandeputte, Johnsen che è tornato a pieno regime, Sarmiento che stiamo integrando. In questo momento Vandeputte, Collocolo, Grassi e Bondo sono in uno stato di forma più avanzato ed è giusto valorizzarli”.

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