Grazie alle aziende della famiglia Arvedi i grigiorossi possono mettere a bilancio una cifra che difficilmente garantirebbe uno marchio esterno
Cosa unisce Cremonese, Fiorentina, Juventus e Sassuolo? Poco o nulla, almeno in termini strettamente calcistici, ma tutti questi club hanno in comune un aspetto molto importante: il main sponsor “fatto in casa” come principale fonte di finanziamento.
Cremonese: il main sponsor paga di già di quello del Milan
Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, queste quattro squadre hanno fatto la scelta di auto finanziarsi con soldi che vengono dallo stesso ceppo. Si tratta di un’operazioni legittima, a meno che non si vada oltre come hanno fatto Paris Saint Germain e Manchester City, multate pesantemente per aver gonfiato a dismisura le entrate dei top sponsor, che erano aziende riconducibili agli stessi proprietari, gli sceicchi e gli emiri. Il club di Commisso, con Mediacom, mette a bilancio 25 milioni come introito; la società emiliana con la Mapei, azienda della famiglia Squinzi, 18 milioni (più 5 milioni per un contratto pubblicitario); la Cremonese, con Arinox e Italianox, società del gruppo di Arvedi entrambe main sponsor, la scorsa stagione ha acquisito proventi di 17 milioni. Inserire soldi attraverso le aziende di famiglia come sponsor ha i suoi vantaggi. Uno è dare visibilità ai marchi della casa, l’altro è avere una forma alternativa di finanziamento per il club con un versamento più ricco di quanto avrebbe potuto essere quello di un’azienda esterna. Un terzo può essere un’eventuale agevolazione fiscale. La Juve fa storia a sé e probabilmente ha messo a bilancio quello che avrebbe più o meno incassato da altri sponsor (non a caso da Adisas percepisce 51 milioni). Fiorentina, Sassuolo e Cremonese, invece, non avrebbero avuto lo stesso livello di sponsorizzazione se si fossero affidate al mercato esterno. La Cremonese è una società piccola ma lo sponsor di casa sborsa più di Emirates, uno dei più generosi della A, che al Milan dà 15 milioni
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