Il direttore sportivo grigiorosso ha parlato in conferenza per analizzare la sessione estiva e non solo
È stata una conferenza lunga e decisamente interessante quella tenuta oggi da Simone Giacchetta, il quale in sala stampa ha parlato del mercato e non solo.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del direttore sportivo grigiorosso.
IL MERCATO. «Ci siamo tuffati nel calciomercato con grande intensità e coraggio e, per forza di cose, dopo aver sondato il mercato italiano abbiamo trovato grande riscontro in quello internazionale. Abbiamo cercato di assecondare le idee dell’allenatore, quindi siamo partiti da una base di fisico e corsa che ci aiutasse in questo gioco caratterizzato da tanti duelli a tutto campo. Anche la finestra invernale sarà particolare perché arriverà già a novembre e con poche partite giocate».
BRAIDA. «Ariedo Braida è un riferimento e una persona con cui è facile confrontarsi. Ha conoscenze ed esperienze, è una figura importante».
LE PRIME GARE. «Durante il mercato abbiamo giocato quattro partite di campionato e, soprattutto per una neopromossa che si sta rivoluzionando, non è stato facile. Abbiamo cercato di “rincorrere”, dimostrando comunque di avere un’idea di calcio ben assorbita e ben tradotta in campo visto che ce la siamo sempre giocata con tutti, uscendo con tanti complimenti anche se con pochi punti. Non siamo mai stati surclassati sotto il punto di vista del gioco o del risultato: il k.o. più pesante è un 3-1 contro l’Inter… Forse avremmo meritato qualche punticino in più in classifica, ma ci è mancata un po’ di fortuna del principiante».
IL CAMPIONATO. «Sono fiducioso in vista di questa stagione: non sarà facile affrontare club consolidati in categoria, ma sono tutte sfide molto stimolanti. La nostra ambizione è quella di giocarcela fino alla fine e per farlo ogni giorno dovremo riuscire a superare i nostri limiti. Atalanta e Lazio saranno occasioni per dimostrare che possiamo farlo. Chi è qui sa di essere alla Cremonese e di non essere arrivano per giocarsi un posto in Champions. La zona salvezza? Il Monza non è da considerarsi una neopromossa al pari di Lecce e Cremo, inoltre la Salernitana non è una “piccola”».
GLI ADDII. «Dobbiamo ringraziare i giocatori che sono stati protagonisti l’anno scorso e che quest’anno non fanno più parte della rosa della Cremonese. Non ci sono state scelte facili. Fagioli e Gaetano? Erano tra i giocatori che pensavamo di ritrovare in questa stagione, così come Okoli, ma sono tutti ritornati tra i ranghi della squadra proprietaria del loro cartellino».
GLI ACQUISTI. «I tre ultimi arrivati, Carnesecchi, Hendry e Meité, sono tutti a disposizione a livello burocratico, ma bisogna valutare come stanno a livello fisico. Hendry è probabilmente quello più avanti, Meité non si allenava da un po’ mentre Carnesecchi avrà bisogno di tempo per recuperare dell’infortunio. Afena-Gyan è già un patrimonio della Cremonese perché, come tanti altri, è un giocatore arrivato a titolo definitivo. Sicuramente ha grandi potenzialità e voglia di crescere».
IL MISTER. «Abbiamo puntato su un’idea di calcio che secondo me può pagare e dare soddisfazioni, risultati e una crescita ai giocatori, un’idea di calcio che non tutti praticano. Alvini è un emergente, ma ha un grande lavoratore e ha meriti riconosciuti sul campo, inoltre la Serie A è uno stimolo a dare tutto ventiquattro ore al giorno».



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