Il direttore sportivo grigiorosso, raggiunto da La Provincia, ha parlato di mercato e non solo
Ć un Simone Giacchetta a briglia sciolta quello raggiunto da La Provincia: il d.s. grigiorosso, raggiunto dal quotidiano cittadino ha parlato di calciomercato e non solo.
Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.
SQUADRA FRIZZANTE. Ā«L’obiettivo di questo mercato era dare credibilitĆ in campionato alla Cremonese, fare meglio dell’anno scorso e soprattutto non vivere in sofferenza. Abbiamo allestito una squadra fresca e frizzante costruita su una base che bene o male si era formata l’anno scorso, inoltre siamo anche riusciti a cedere chi dovevamo, il che non era facile in questo mercato cosƬ bloccato. Premesso che si può sempre migliorare, questa finestra ĆØ stata soddisfacente. Abbiamo speso quello che c’era da spendere pensando agli aspetti tecnico-tattici del gruppo, facendo anche scelte importanti a livello giovanile. Le trattative più difficili? In primis quella per Di Carmine: non ĆØ facile convincere un giocatore a scendere di categoria, inoltre quando lo fa scatena una grande concorrenza. Anche quella per Gaetano non ĆØ stata semplice, in quanto il Napoli dopo gli infortuni di Demme e Zielinski aveva le proprie esigenze. Li ringrazio però per aver mantenuto l’impegnoĀ».
ROSA EXTRA LARGE. «Trenta giocatori in rosa sono tanti, ma il campionato è lungo e potrebbe riservare alcune sorprese. Avere tanti calciatori aumenta inoltre il livello del confronto quotidiano. Sono parecchie le società che hanno rose extra-large, noi non facciamo eccezione».
L’OBIETTIVO. Ā«Punteremo alle prime otto posizioni come fanno tante altre societĆ : il mercato di Serie B ĆØ stato più movimentato rispetto a quello di Serie A e ci sono tanti club che hanno speso molto, ma noi aspiriamo a reggere il confronto con le altre pretendenti ai play-off. Abbiamo plasmato una squadra giovane ma con due innesti maturi e di qualitĆ come Di CarmineĀ».
IL CAMPIONATO. «Contro Lecce e Monza abbiamo visto che tipo di calcio dobbiamo fare: spesso abbiamo avuto il dominio, ma non sempre porta punti. Il messaggio è chiaro: la domenica non si va in campo in smoking, ma con la tuta da operai».
I PRESTITI. Ā«Mandare i giovani in Serie C ĆØ una scelta che una societĆ deve fare: non sempre ĆØ possibile acquistare il giocatore “di grido”, quindi bisogna guardare ai propri prospetti e creare percorsi specifici per farli crescere. La speranza ĆØ che tra qualche anno qualche ragazzo possa rientrare per essere un componente della rosa della prima squadraĀ».
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Non debbono esistere limiti con questa rosa di giocatori a disposizione. E’ lecito fare di tutto per puntare alle prime due posizioni…