L’intervista del quotidiano cremonese all’ex giocatore grigiorosso: da Cremona al grande palcoscenico del massimo campionato italiano
Marco Torresani, classe 1955, è stato un giocatore cremonese che partendo dai grigiorossi poi è arrivato fino alla serie A. La Provincia lo ha intervistato, ecco le sue dichiarazioni:
CREMONA. “Sono nato a Cremona e ho passato la gioventù nel quartiere di Sant’Imerio. Adesso vivo nel quartiere Po”.
PASSIONE PER IL CALCIO. “L’amore per il pallone è nato dalle partitelle giocate nell’erba alta dei campi intorno a Sant’Imerio e anche all’oratorio. Un giorno mio padre mi disse che un suo collega di lavoro, Iglo Nolli, era un osservatore della Cremonese e che poteva farmi fare un provino con i grigiorossi. Avevo 11 anni e quel giorno con me c’erano Maurizio Gaiardi e Graziano Bini che poi sono diventati grandissimi giocatori. Il primo è cresciuto alla Cremo mentre il secondo è andato subito all’Inter. Sono entrato in campo carico a mille e ho messo in mostra ciò che facevo nelle partitelle. Mi presero subito”.
ALLENATORI. “Il primo in assoluto fu Ennio Rota. Poi ho avuto Bergonzi e Babo Nolli. Ho giocato per sette anni nelle giovanili dove ho vinto anche un campionato nazionale allievi. Nel ’71 la chiamata in prima squadra e l’anno dopo l’esordio con Titta Rota in panchina. Nella stagione successiva in Serie C ho giocato 18 volte insieme a giocatori del calibro di Cesini, Mondonico, Guarneri, Carminati, Velmini e molti altri”.
RUOLO. “Ero un centrocampista non rapido ma resistente. In carriera ho giocato in tutte le posizioni in mezzo al campo anche se a me piaceva fare il regista”.
CARRIERA. “Dopo Cremona sono andato al Torino dove ho giocato con la Primavera. Poi Livorno, Parma, Brescia dove ho fatto il mio esordio in Serie A. Infine Pistoiese ancora Brescia e Fiorenzuola dove ho chiuso la carriera”.
ATTUALE CREMONESE. “Ovviamente la seguo. E’ la squadra della mia città, quella che mi ha fatto diventare un calciatore. Nella mia carriera da calciatore e da allenatore l’ho incrociata spesso. Sono contento che si sia ripresa. Cremona merita la Serie B e anche qualcosa di più”.
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