Il collega Ratti, con la sua consueta ironia, racconta la serata dello Zini durante la quale è maturato il k.o. contro il Monza
“Una partita giocata male e persa peggio“: questo in sostanza il racconto di Cremonese–Monza presente oggi su La Provincia a firma di Giovanni Ratti.
Il collega, con il consueto taglio ironico, pone infatti soprattutto l’accento (oltre che sulla fredda serata, durante la quale, per sua stessa ammissione, avrebbe evidentemente preferito la fiaschetta di un San Bernardo ai caffè e ai thè caldi offerti dalle hostess) sul fallimento dell’idea tattica di Bisoli: per una squadra presentatasi per strappare un punto, infatti, i due gol incassati sono infatti stati troppo assurdi per essere presi.
La cavalcata solitaria di Gytkjaer (“non ho detto Elkjaer“), uno svantaggio immeritato (“essere sotto è una pernacchia alla logica“) e il regalo di Zortea (“fatto ad avversari che si sarebbero volentieri accontentati di passare un po’ di tempo dalle parti della nostra bandierina“) a Frattesi (“è da così tanto tempo che è sulla lista dei desideri della Cremonese che lo considero un ex ad honorem“) hanno infatti particolarmente scatenato il giornalista de La Provincia, rimasto probabilmente scottato da un k.o. arrivato contro una presunta nobile (“il Monza è blasonato un po’ come io sono ricco perché mio cugino ha i soldi“) in grado di vincere pur senza gran parte dei propri “big” (“la monca di Monza“).
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