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ESCLUSIVA – Riccardo Maspero: “Sono cremonese d’adozione, ho il sangue grigiorosso”

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L’ex trequartista della Cremonese ha ripercorso con noi gli anni all’Ombra del Torrazzo

Il grande legame con la città di Cremona, l’amore per i colori grigiorossi, i rigori di Pescara e Wembley e molto altro. Riccardo Maspero ci ha raccontato in esclusiva la sua esperienza con la maglia della Cremonese e si è espresso sul momento particolare della squadra allenata da Bisoli.

Ecco dunque quanto emerso dalla nostra chiacchierata con l’ex fantasista della Cremo.

Ripercorriamo un po’ la sua carriera con la maglia grigiorossa…
“Arrivai molto giovane alla Cremonese dal Fanfulla, squadra della città in cui sono nato, ovvero Lodi. In grigiorosso feci tutta la trafila delle giovanili e nella stagione ‘88/’89 esordii in prima squadra. Un po’ tutte le stagioni all’ombra del Torrazzo sono state esaltanti perché avevamo un buon gruppo e lottavamo per obiettivi importanti: la conquista della Serie A quando militavamo in Serie B e la salvezza una volta promossi in A. Il gruppo era molto affiatato e avevamo la Società che ci appoggiava. Le più grandi soddisfazioni sono state l’approdo nella massima serie e la vittoria di Wembley“.

Lei ha giocato con giocatori del calibro di Gualco, Verdelli e Turci per citarne alcuni, che rapporti ha avuto con loro? E siete ancora in contatto?
Sono giocatori che hanno dimostrato di valere e di avere a cuore la maglia grigiorossa. Ho dei bei ricordi perché sono calciatori che hanno condiviso con me momenti importanti e indimenticabili soddisfazioni. Con alcuni di loro sono ancora in contatto, ci sentiamo e ricordiamo insieme le grandi partite fatte con la Cremonese“.

L’allenatore con cui si è trovato meglio?
Personalmente mi sono trovato bene con tutti. Mazzia è stato l’allenatore che ha creduto in me insieme a Erminio Favalli: con loro ho esordito in prima squadra. Gigi Simoni, invece, mi ha fatto diventare calciatore e uomo. Altrettanto importanti gli allenatori delle giovanili, mi hanno insegnato tanto: Cesini in primis mi ha forgiato a livello fisico e caratteriale”.

Che rapporto aveva con la società?
Luzzara, Favalli e Miglioli erano un trio incredibile. C’erano anche consiglieri importanti come Ferraroni, Triboldi e Carletti. Grande dirigenza che dava a noi giocatori serenità e sicurezza: noi pensavamo a giocare, il resto lo facevano loro”.

Qual è il gol più bello che ha segnato con la maglia della Cremonese?
Il rigore contro la Reggina a Pescara e quello di Wembley: due rigori che hanno segnato la storia della società grigiorossa. Il primo è valso la promozione in Serie A, il secondo la vittoria della Coppa Anglo-Italiana, un trofeo storico vinto in uno stadio storico. C’erano pochi tifosi grigiorossi rispetto ai locali, ma sono stati fondamentali dimostrando affetto e sostegno per tutta la partita”.

Che rapporto ha con i tifosi grigiorossi e con la città di Cremona?
Io sono nato a Lodi ma Cremona è molto importante per me. Dai 12 ai 24 anni circa ero più lì che a casa. Il mio sangue è grigiorosso e quando hai il sangue grigiorosso nulla può scalfire quello che provi per Cremona e per quei colori. Poi ovviamente la vita va avanti e cambiano le occasioni professionali, ma mi sento cremonese d’azione e quando torno in città sono contento di vedere l’affetto e la stima che mi dimostra ancora adesso la gente”.

Cosa ne pensa dell’attuale Cremonese?
È un brutto momento ed è un peccato. Faccio fatica a capire, anche se non è di mia competenza, perché una squadra così forte e con un così grande presidente faccia fatica a ottenere dei risultati. La grande disponibilità che mette il Cavalier Arvedi è qualcosa di unico per la categoria, meriterebbe qualcosa in più. I problemi che ha lo sanno gli addetti ai lavori e lascio a loro le decisioni su come risolverli. Spero che la Cremonese torni presto in Serie A, perché una società del genere non può non arrivarci”.

Quale giocatore le piace?
Gaetano ha talento. Mi piace anche Castagnetti, però non capisco perché un giocatore così fatichi: nel mio centrocampo giocherebbe sempre perché ha qualità ed esperienza, inoltre sa dare geometrie alla squadra. Per quanto riguarda l’attacco ci sono grandi nomi, tuttavia quando una squadra ha giocatori di qualità ma prende tanti gol vuol dire che non si è uniti, quindi bisogna trovare un equilibrio. In questo momento, per esempio, si ha bisogno di favorire degli attaccanti per metterli in condizione di avere più palle gol e poter essere più presenti nell’area di rigore avversaria”.

Infine cosa ne pensa di Bisoli? Rimarrà sulla panchina grigiorossa?
“Quello bisogna chiederlo alla Società. Noi allenatori siamo molto legati ai risultati e alle decisioni della dirigenza che valutano in base a quelli e a cosa si è fatto per la squadra”.

La redazione di Calciocremonese.it ringrazia vivamente il Sig. Maspero per la disponibilità e le augura buon lavoro

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