Nicola: “Vogliamo dare continuità a quanto fatto finora”

Le parole dell'allenatore grigiorosso Davide Nicola alla vigilia del match contro la Juventus

Alla vigilia di Juventus-Cremonese, in programma lunedì 12 gennaio alle ore 20:45 e valida per la 20^ giornata di Serie A, l’allenatore grigiorosso Davide Nicola ha presentato in conferenza stampa la sfida dell’Allianz Stadium contro i bianconeri..

Nell’andata avete affrontato la prima Juventus di Spalletti. In cosa è cambiata rispetto ad allora?

“Ha acquisito ancora più fiducia nei metodi del suo allenatore e oggi sa interpretare la partita in modi diversi, cambiando assetto e atteggiamento a seconda dei momenti. Senza troppi giri di parole, parliamo di una squadra di grande qualità che sta tornando nelle posizioni che le competono. Davanti al loro pubblico vorranno fare una gara importante, ma noi, come sempre, lavoreremo per provare a dar fastidio e a ‘rompere le scatole’.”

Nelle ultime due partite la Cremonese ha lasciato punti nei minuti finali. Come avete assorbito quei risultati?

“Non sono così d’accordo quando si parla di punti ‘buttati’: ragionare in quei termini, con 22 punti in classifica, significherebbe attribuire alla Cremonese obiettivi diversi da quelli reali. Ci sono gare in cui ti riesce tutto, come quella vinta col Sassuolo, e altre in cui va peggio, come contro il Cagliari. Però la prestazione è stata convincente e, nell’arco di una stagione, possono capitare episodi sia a favore che contro. La cosa fondamentale è dare continuità a ciò che stiamo facendo: l’ultima partita mi è piaciuta e mi auguro che domani si riesca a fare ancora meglio, soprattutto nella fase di non possesso.”

Terza partita in una settimana: ci saranno cambi di formazione?

“Difficilmente proponiamo sempre lo stesso undici, anche se – va detto – in alcuni reparti non abbiamo grandissime alternative. A centrocampo stiamo cercando di sopperire a qualche assenza, provando soluzioni che possono tornarci utili anche in prospettiva; in difesa gli interpreti sono sostanzialmente quelli che abbiamo utilizzato fin qui. Questo potrà aiutarci anche a fare valutazioni in ottica mercato, per capire se serve qualcuno che ci dia una mano in più, ma ne parleremo più avanti. Io mi fido ciecamente dei ragazzi che ho a disposizione. Qualche avvicendamento è possibile: vedremo chi sarà al 100%.”

Contro il Cagliari avete ritrovato propositività e occasioni. È un segnale che le dà fiducia in vista di domani?

“Non è tanto quella partita in sé, quanto la continuità di prestazioni su quella linea a darmi fiducia. Siamo una squadra con un’idea e un’organizzazione precise: quando giochiamo con umiltà e intensità siamo anche belli da vedere e riusciamo a portare risultati. È accaduto per gran parte del girone d’andata; ora inizia il ritorno e bisogna rimettersi in gioco. Il calcio è questo: devi dimostrare continuamente il valore del tuo lavoro. Vorrei vedere la squadra mantenere questo atteggiamento. Il margine di crescita sta nei dettagli, perché la struttura c’è. Quando dico che dobbiamo diventare più ‘sporchi’ intendo essere più determinati nella lettura dei momenti chiave: se sei sul 2-0 e rientri in campo devi trovare un modo di giocare che non dia fiducia all’avversario, magari con più cinismo, più pressione e più attacco della profondità. Dobbiamo saper gestire meglio queste situazioni, e serve tempo, soprattutto perché siamo al primo anno in questa categoria.”

A che punto è la ricerca dell’identità a centrocampo?

“L’identità c’è, ma è il reparto che ha avuto più defezioni e quindi abbiamo dovuto utilizzare giocatori con caratteristiche diverse. Poi, però, il lavoro va verificato sul campo: se impiego Johnsen, Bondo o Grassi da mezzala, ognuno interpreta il ruolo a modo suo. Dobbiamo trovare gli equilibri per essere allo stesso tempo qualitativi e quantitativi, portando avanti il nostro ‘spartito’ nel tempo e anche in funzione dell’avversario.”

Come spiega l’errore che ha portato al pareggio del Cagliari?

“C’è stata una rotazione e un attacco della profondità: noi ci siamo concentrati sull’intenzione, ma è mancato il comportamento di reparto. Potevamo ‘rompere’ la linea con un difensore con un tempo diverso; di fatto abbiamo anticipato l’idea dell’avversario e ci siamo ritrovati in un uno contro uno, con Floriani che doveva avviare la diagonale un attimo prima. Però, come reparto, non lo abbiamo aiutato: forse rompendo la linea in modo più corretto avremmo letto meglio la situazione. Detto questo, a volte bisogna anche essere coraggiosi: se ti ritrovi in un duello forzato devi avere il coraggio di accettarlo. Non significa che Romano abbia sbagliato o non sia all’altezza: se qualcuno commette un errore, lo analizzo e continuo a dargli fiducia, perché è l’unico modo per crescere.”

Nel girone di ritorno cambierà qualcosa, tra approccio e scelte?

“La prima parte di stagione serve a conoscere bene gli avversari: affrontandoli tutti capisci le loro qualità, inquadri la dimensione del tuo obiettivo e il livello necessario per raggiungerlo. Questo non vuol dire che cambieremo i nostri valori: alcune squadre resteranno un gradino sopra di noi. Però la conoscenza ti impone di prepararti meglio e di riconoscere che ci sono momenti in cui, attraverso l’organizzazione difensiva, puoi comunque portare avanti le tue idee. Allo stesso tempo, ci sono stadi e avversari contro cui non puoi giocare senza personalità e coraggio, perché è proprio lì che riesci a far emergere le tue qualità. Lo spartito e alcune strategie non cambieranno; cambieranno il nostro modo di interpretare certe situazioni e i dettagli, cioè la qualità con cui le facciamo.”

Qualche settimana fa chiedeva più coraggio nelle giocate individuali: lo ha visto nelle ultime gare?

“Contro il Cagliari ho rivisto la preparazione al gioco che vedo in allenamento: la voglia di pressare il più possibile, e anche la responsabilità nell’assumersi giocate individuali. Tutto questo, però, deve andare di pari passo con una fase difensiva che ci mantenga sempre ‘sul chi va là’. Nella transizione, nel passaggio da una fase all’altra, possiamo crescere: dobbiamo essere più efficaci e più cinici.”

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