Daniele Triacca è uno dei punti fermi della Primavera della Cremonese. Con oltre 80 presenze negli ultimi tre anni, il classe 2005 si è affermato come leader della squadra, ricoprendo anche il ruolo di vice capitano. Ma il suo percorso non è stato lineare: dopo aver mosso i primi passi nelle giovanili lombarde, ha vissuto un’esperienza in Sardegna con il Cagliari, affrontando sfide che lo hanno reso più maturo, dentro e fuori dal campo.
Oggi, oltre a lavorare con la prima squadra sotto la guida di mister Stroppa, porta avanti gli studi universitari in scienze motorie sportive. “I primi esami sono andati bene, mi piace studiare perché è importante avere un’alternativa oltre al calcio”, racconta Triacca a Lo Sport Cremonese, sottolineando come il suo percorso accademico influenzi positivamente anche la sua carriera sportiva.
L’inizio tra Accademia Inter e Renate, poi la sfida Cagliari
Triacca ha iniziato a giocare nel Mazzo di Rho come attaccante, per poi arretrare a centrocampo all’Accademia Inter e infine in difesa con il Renate. A 14 anni, la chiamata del Cagliari ha segnato un momento cruciale della sua carriera.«Avevo anche offerte più vicine a casa, ma ho scelto la Sardegna perché credevo di potermi ritagliare spazio», spiega.
L’esperienza non è stata facile: un problema di tesseramento lo ha tenuto fermo per cinque mesi e, quando la pandemia ha colpito, si è trovato bloccato in Sardegna senza un posto dove andare. Una famiglia di Castelsardo, amici conosciuti grazie al calcio, lo ha accolto in casa come un figlio. “Un gesto che non dimenticherò mai”, confessa.
La Cremonese e la rinascita
Dopo due anni a Cagliari, un infortunio ha messo in pausa il suo percorso, ma la Cremonese ha creduto in lui e gli ha dato una seconda occasione. «Per me è stato come risorgere dalle ceneri. Sono grato alla Cremo, che mi ha permesso di tornare a casa e rivedere la mia famiglia tutti i giorni», racconta.
Nel suo terzo anno di Primavera, è diventato un punto di riferimento per i compagni. Tra i momenti più speciali, ricorda il gol al Vicenza con la maglia numero 11 in onore di Gigi Riva e la vittoria per la promozione a Parma. Ora, con la squadra in lotta per la salvezza, Triacca affronta la sfida con determinazione: “Se il livello si alza, cerco di alzarlo anch’io”.
La prima squadra e l’apprendistato con i grandi
La stagione 2023/24 lo ha visto spesso aggregato alla prima squadra. Dalla convocazione per il ritiro estivo fino alla prima chiamata in campionato contro lo Spezia, ogni passo è stato vissuto con entusiasmo. “Ero incredulo e felicissimo quando ho ricevuto il messaggio. Ho subito avvisato la mia famiglia, erano al settimo cielo”, racconta.
Allenarsi con giocatori esperti è una grande opportunità: “Cerco di imparare da tutti, ma con Bianchetti ho un rapporto speciale. Mi aiuta a restare con i piedi per terra”.
Mentalità vincente e passioni fuori dal campo
Triacca è consapevole che la testa fa la differenza nel calcio: per questo ha iniziato a lavorare con un mental coach. «La mentalità giusta è fondamentale, ho capito quanto sia importante dopo un periodo difficile», ammette. Nel tempo libero ama leggere, soprattutto libri sulla psicologia sportiva, come quello sugli All Blacks che sta studiando attualmente.
Con lo sguardo rivolto al futuro, Triacca continua a crescere, senza dimenticare le difficoltà superate. “Grazie alla Cremo sono rinato. Ora voglio dare tutto per questa maglia”.
Seguici su
Aggiungi calciocremonese.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


