Dopo la sessione di allenamento mattutina, l’estremo difensore della Cremonese Federico Agazzi è intervenuto in conferenza stampa. Tanti i temi toccati dal portiere classe 2004, cresciuto nel settore giovanile grigiorosso…
In questi anni a Cremona, c’è una persona o un momento che consideri particolarmente importante per la tua crescita?
“Non mi sento di indicare un solo momento o una sola persona. Sono qui da quando avevo otto anni e ho avuto tantissimi allenatori che mi hanno lasciato qualcosa. Per la mia crescita sento quindi di dover ringraziare tutte le persone che hanno lavorato con me e tutti i compagni che hanno condiviso una parte del mio percorso”.
Che emozioni hai provato riuscendo finalmente ad esordire in Prima squadra?
“Le emozioni sono state grandi e difficili da descrivere. Entrare in campo allo Zini davanti ai nostri tifosi è il sogno di chiunque inizi il proprio percorso al Centro Sportivo ‘Giovanni Arvedi’. Spero che la mia storia possa essere uno stimolo per altri ragazzi, spingendoli a crederci sempre, proprio come è successo a me e ad altri miei compagni”.
Sei un portiere che ama giocare con i piedi: quanto è frutto del lavoro svolto nel settore giovanile e quanto delle esperienze più recenti?
“È una caratteristica che sento molto mia. L’ho coltivata durante il percorso nelle giovanili e negli ultimi anni, soprattutto all’Alcione, ho continuato a lavorarci molto. Con la palla tra i piedi mi sento tranquillo e per questo mi piace giocare”.
Tra i pali trasmetti grande tranquillità e sembri privilegiare la concretezza agli interventi spettacolari. È una caratteristica che senti di avere?
“Mister Coppola mi dice sempre di prendere dei rischi calcolati: giocare quando è possibile e non rischiare quando non ce n’è bisogno. A me piace essere efficiente e cercare sempre la soluzione migliore”.
Come stai vivendo la concorrenza nel ruolo, considerando anche il prossimo rientro di Fulignati?
“È giusto che ci sia concorrenza, perché fa bene a tutti e ci spinge a dare sempre il massimo durante gli allenamenti. Posso solo ringraziare sia Fulignati sia Festa per la disponibilità che hanno dimostrato nei miei confronti fin dal primo giorno. Per me poter imparare da loro è qualcosa di preziosissimo. L’allenatore farà le sue scelte e noi le rispetteremo”.
Dopo le esperienze in Serie D e Serie C, ora ti stai misurando con la Serie B. Come hai vissuto l’impatto con questa categoria?
“Sicuramente si percepisce che il livello è ancora più alto. Con l’Alcione abbiamo vinto il campionato di Serie D e, dopo la promozione, ho trovato poco spazio, mentre l’anno scorso ho disputato un buon campionato. Voglio ringraziare la società per i tre anni che ho vissuto lì e tutte le persone con cui ho condiviso questo percorso”.
Guardando al campionato, dove pensi possa arrivare questa Cremonese?
“Siamo una squadra forte e abbiamo un gruppo altrettanto forte. La sosta può aiutarci ad assimilare ancora meglio le idee del mister e sono convinto che possiamo fare un buon campionato”.
Tornando al tuo esordio allo Zini, cosa hai provato nel momento in cui sei entrato in campo? E qual è la parata a cui sei più legato finora?
“È stata una grande emozione. Un po’ di tensione c’era, ma l’ho lasciata alle spalle con il fischio d’inizio. Purtroppo è stato un esordio amaro, sia per quello che era successo nelle ore precedenti sia per il risultato, ma le emozioni sono state davvero tante. Le parate a cui sono più legato finora sono quella di Parma e quella su Di Mariano in casa: magari non è stata spettacolare, ma era comunque una parata difficile”.
Alle tue spalle hai una linea difensiva composta da diversi giocatori esperti. Che rapporto hai con loro e c’è un portiere al quale ti ispiri particolarmente?
“I ragazzi mi dicono spesso di parlare e di aiutarli, e questo mi fa sentire tanta fiducia. Come riferimento direi Carnesecchi: ci siamo anche allenati insieme e lo seguo con piacere, perché mi piace molto il suo modo di comportarsi in campo”.
La Cremonese sta dando spazio a diversi giovani: quanto può essere importante questo aspetto per la squadra?
“I giovani sono importanti perché portano quel pizzico di spensieratezza che è tipico della nostra età. Penso che, insieme ai giocatori più esperti, possa crearsi una bella amalgama. Quest’anno siamo tanti ragazzi e spetta a noi farci trovare pronti quando veniamo chiamati in causa”.
(Foto presa dal sito ufficiale della Cremonese)
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