Cremonese, il tiro da fuori può diventare un’arma per Pecchia

Dopo lo 0-0 contro la Virtus Entella, i grigiorossi possono ampliare le proprie soluzioni offensive: conclusioni dalla distanza, seconde palle e movimenti senza pallone possono aiutare contro le difese più chiuse

Lo 0-0 tra Cremonese e Virtus Entella del 19 settembre ha lasciato diversi temi sui quali Fabio Pecchia potrà lavorare durante la lunga sosta del campionato. Tra questi c’è anche la necessità di aumentare le soluzioni a disposizione quando gli avversari concedono pochi spazi negli ultimi metri.

Una possibilità arriva dal tiro dalla distanza, fondamentale che può diventare particolarmente utile nelle partite bloccate. Non significa aumentare indiscriminatamente il numero delle conclusioni, ma costruire situazioni nelle quali calciare dal limite rappresenti realmente la scelta migliore.

La minaccia dalla distanza può inoltre produrre conseguenze indirette. Una squadra capace di essere pericolosa anche fuori dall’area costringe infatti la difesa avversaria ad accorciare maggiormente sui portatori di palla, creando potenzialmente spazi che possono essere sfruttati dagli attaccanti.

Pecchia può aggiungere una soluzione offensiva

Il punto di partenza riguarda la costruzione dell’azione.

Contro squadre particolarmente compatte, continuare a cercare esclusivamente l’ingresso dentro l’area può diventare complicato. Le linee di passaggio vengono ridotte e il centravanti rischia di trovarsi circondato dai difensori.

In queste situazioni, portare un centrocampista o un esterno nelle condizioni di calciare dal limite può cambiare lo sviluppo dell’azione.

Per farlo, però, servono movimenti coordinati.

Un attaccante che occupa la profondità può trascinare con sé un difensore. Un esterno che allarga il campo può costringere un altro avversario ad allontanarsi dalla zona centrale. Lo spazio che si crea davanti all’area può così diventare il territorio nel quale inserire un centrocampista.

Il tiro deve essere costruito

La conclusione dalla distanza diventa realmente efficace quando non nasce dalla fretta.

Un pallone respinto dalla difesa, uno scarico all’indietro oppure un passaggio dopo una combinazione stretta possono permettere a un giocatore di ricevere frontalmente rispetto alla porta.

Equilibrio del corpo, spazio per preparare il tiro e visuale libera sono condizioni fondamentali per aumentare le probabilità di rendere pericolosa la conclusione.

La Cremonese dovrà quindi distinguere le opportunità reali dai tentativi forzati.

Calciare con diversi avversari sulla traiettoria può significare semplicemente riconsegnare il possesso. Lo stesso vale quando il giocatore riceve in una posizione poco favorevole oppure è costretto a concludere senza riuscire a preparare correttamente il gesto.

In quei casi, proseguire l’azione può rappresentare una scelta più efficace.

La minaccia dalla distanza può aprire l’area

L’aspetto tatticamente più interessante non riguarda soltanto la possibilità di segnare direttamente.

Come riporta Tuttocremonese, se la Cremonese dimostra di poter essere pericolosa dal limite, gli avversari dovranno necessariamente tenerne conto.

Un centrocampista chiamato a uscire rapidamente sul tiratore lascia inevitabilmente una zona libera alle proprie spalle. È proprio quello spazio che i giocatori offensivi possono provare ad attaccare.

Il portatore del pallone deve quindi essere in grado di leggere rapidamente la situazione.

Se l’avversario rimane basso, può esserci spazio per calciare. Se invece decide di rompere la linea per contrastare la conclusione, può diventare conveniente servire il compagno che si muove alle sue spalle.

Il tiro da fuori, in questa prospettiva, diventa quindi anche uno strumento per modificare il comportamento della difesa.

Più soluzioni per le partite complicate

Lo 0-0 contro l’Entella non può essere ridotto alla mancanza di una singola soluzione offensiva. La gara è stata condizionata anche dalle difficili condizioni fisiche del gruppo grigiorosso e dal virus che aveva colpito diversi elementi della squadra.

La partita offre comunque a Pecchia materiale sul quale lavorare.

Una Cremonese capace di minacciare la porta in modi differenti diventerebbe inevitabilmente meno prevedibile.Penetrazioni centrali, gioco sulle fasce, inserimenti dei centrocampisti e conclusioni dalla distanza possono convivere all’interno della stessa proposta offensiva.

Il tiro da fuori, quindi, non deve trasformarsi nella scorciatoia da utilizzare ogni volta che l’area appare chiusa. Può invece diventare un’alternativa ragionata, capace sia di produrre direttamente occasioni sia di modificare il posizionamento degli avversari.

Durante la sosta Pecchia avrà tempo per lavorare anche su questi dettagli. Preparare meglio la conclusione, occupare l’area sulle respinte e mantenere le coperture preventive può aiutare la Cremonese ad aggiungere un’arma importante per quelle partite nelle quali trovare il varco decisivo diventa particolarmente difficile.

Redazione

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