Per la prima volta in carriera, Federico Ceccherini si trova senza una squadra a 34 anni, dopo aver concluso la sua esperienza con la Cremonese. Il difensore centrale sta valutando diverse proposte provenienti principalmente dalla Serie B e da campionati esteri, focalizzandosi esclusivamente sugli aspetti progettuali. Ai microfoni di SportMediaset, l’esperto calciatore ha confessato che la sua non sarà una scelta economica ma puramente “di pancia”, legata alle motivazioni. Nonostante l’inevitabile incertezza del momento, Ceccherini continua ad allenarsi a pieno ritmo in attesa della chiamata giusta, guidato dal forte desiderio di ritrovare il divertimento sul terreno di gioco.
L’amarezza per l’ultima stagione alla Cremonese e la retrocessione
Il pensiero del difensore torna inevitabilmente all’ultima complicata annata calcistica, culminata con la retrocessione in Serie B dei grigiorossi: “Retrocedere è dura, farlo senza poter aiutare la squadra lo è ancora di più. La verità è che quando non giochi stai male e soffri, perché vorresti sentirti importante e partecipare. In carriera ho sempre giocato o comunque avuto i miei spazi”. Per Ceccherini è stato un campionato vissuto prevalentemente ai margini, con appena 9 presenze complessive e moltissimo tempo trascorso in panchina. Ha spiegato la sofferenza vissuta nel non poter dare il proprio contributo, sottolineando come sia dura digerire una retrocessione quando non si ha la possibilità di aiutare concretamente i compagni. Dopo un ottimo girone d’andata sotto la guida di Nicola e i successivi tentativi di reazione con Giampaolo, il lungo digiuno di vittorie ha logorato il gruppo, che è comunque rimasto in corsa fino alla fine pur pagando a caro prezzo la costante pressione psicologica.
La replica a Vardy: il dibattito sui carichi di lavoro in Italia e in Inghilterra
Ceccherini ha infine commentato le recenti e polemiche dichiarazioni di Jamie Vardy, che prima del suo rientro in Inghilterra aveva criticato la mentalità calcistica italiana, a suo dire focalizzata su allenamenti troppo lunghi che penalizzano la brillantezza in partita. Il difensore ha compreso il punto di vista dell’attaccante inglese, ricordando come anche Calafiori avesse fatto un paragone simile tra Premier League e Serie A. Pur riconoscendo la netta differenza tra le sedute britanniche da quaranta o cinquanta minuti ad altissima intensità e quelle italiane che sfiorano spesso le due ore, Ceccherini ha concluso che il ritmo superiore della Premier non rende automaticamente sbagliato il metodo di lavoro più tattico e prolungato utilizzato in Italia.
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