Questa mattina, nella sala stampa del Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”, il nuovo direttore sportivo grigiorosso Christian Botturi è stato presentato ufficialmente alla stampa…
SULL’ALLENATORE PER LA PROSSIMA STAGIONE…
“Ieri ho incontrato mister Giampaolo: era giusto conoscerlo personalmente e confrontarmi con lui sulla Cremonese. Non voglio però entrare nello specifico, perché mi prenderò ancora qualche ora per condividere le sensazioni emerse dall’incontro con la proprietà. La scelta dell’allenatore è fondamentale: abbiamo tracciato un identikit del profilo che riteniamo più adatto e, una volta individuato il tecnico, inizieremo a lavorare sulla costruzione della squadra. È una decisione molto importante, per questo è corretto prendersi il tempo necessario e confrontarsi con la proprietà”.
LA CREMONESE HA GIÀ UNA BUONA BASE DA CUI RIPARTIRE. HA AVUTO CONTATTI CON ALCUNI GIOCATORI?
“Ho iniziato a parlare con diversi ragazzi, ma sul piano tecnico non posso ancora sbilanciarmi finché non sarà definito l’identikit tecnico-tattico della squadra. Con i giocatori non ho ancora approfondito questo aspetto. Sono consapevole che la Cremonese possa contare su uno zoccolo duro di qualità, ma l’aspetto principale riguarda la testa, l’energia e lo spirito con cui un calciatore affronta questa avventura. La proprietà è stata molto chiara: per restare qui servono le energie giuste e voglia di rivalsa. Prima penseremo all’allenatore, poi dalla prossima settimana definiremo il progetto tecnico”.
ARRIVANDO DALL’ESTERNO, CHE IDEA SI È FATTO DELLA CREMONESE NEL PANORAMA DEL CALCIO ITALIANO?
“Non voglio definirla un’isola felice, ma sicuramente la Cremonese è una delle poche società strutturate in cui si può costruire un progetto a lungo termine. Oggi non è scontato avere un centro sportivo di proprietà, un settore giovanile così organizzato e una proprietà così legata al club. La Cremonese ha cultura, tradizione e storia: da qui sono passati calciatori che hanno lasciato un segno nel calcio italiano e anche tanti dirigenti importanti. Per questo mi sento onorato di essere qui”.
COSA PORTA A CREMONA DELL’ESPERIENZA VISSUTA A MANTOVA?
“In questi mesi non sono mai rimasto fermo: mi sono aggiornato e ho dedicato tempo anche alla mia famiglia, perché questo è un lavoro molto impegnativo e logorante. L’esperienza a Mantova è stata completamente diversa, anche per struttura societaria. Quello che non voglio fare è snaturarmi, così come non l’ho fatto nelle mie esperienze precedenti. So bene di avere ancora tanto da imparare e sono convinto che qui potrò crescere ulteriormente, come mi è già accaduto altrove”.
QUALI SARANNO LE SUE MODALITÀ DI COMUNICAZIONE? COME SI PUÒ RIAVVICINARE L’AMBIENTE AI TIFOSI?
“Io rappresento il club ed è giusto che le linee guida siano quelle della società. Per caratteristiche personali credo di avere un modo di comunicare diverso rispetto al passato, lo dico semplicemente per autovalutarmi. Non sono qui per snaturarmi: sono a disposizione, non ho nulla da nascondere e mi prenderò sempre le mie responsabilità. Negli ultimi anni non mi sono mai nascosto, perché quando una persona sa di lavorare, dare il massimo e fare tutto il possibile per la società non deve avere timore. Quando sono venuto a Cremona da avversario ho sempre percepito grande passione da parte dei tifosi. Qui i colori grigiorossi scorrono nelle vene e il tifoso si sente davvero parte della Cremonese. Starà a me trasmettere queste sensazioni, rimanendo me stesso. Il messaggio più importante che posso dare ai tifosi è che farò il possibile affinché la squadra porti in campo le emozioni che loro dimostrano ogni giorno”.
COSA L’HA SPINTA AD ACCETTARE LA PROPOSTA DELLA CREMONESE? QUANDO È NATO TUTTO?
“Quando sono stato contattato, il Cavaliere Arvedi mi ha chiesto se sarei stato felice di diventare il direttore sportivo della Cremonese. Gli ho risposto che ero già orgoglioso di essere davanti a lui. Venivo da diversi colloqui, ma ho subito spiegato che volevo dare priorità alla Cremonese. E come non si potrebbe? La Cremo ha qualcosa di diverso, lo dico da amante del calcio. Conosco tanti ex calciatori che a Cremona hanno scritto pagine importanti e in questi giorni ho ricevuto molti messaggi da parte loro. Uno mi è rimasto particolarmente impresso: ‘Benvenuto nella mia Cremonese’. Questo fa capire che indossare questa maglia lascia qualcosa di speciale, diverso rispetto ad altri club. È uno dei motivi per cui ho accettato. Probabilmente con il tempo capirò ancora meglio cosa significa rappresentare questa società, ma sono pienamente consapevole del luogo in cui sono arrivato”.
LA SCELTA DELL’ALLENATORE SARÀ LEGATA ANCHE ALLA VOLONTÀ DI LAVORARE CON I GIOVANI?
“Con la società abbiamo definito un identikit di allenatore che tenga conto dei principi della nuova linea della Cremonese. Credere nei giovani significa farlo dal punto di vista tecnico, ma anche attraverso il confronto quotidiano, aiutandoli a reagire agli errori che inevitabilmente possono commettere. Mi auguro che il nuovo allenatore abbia chiaro questo concetto. I ragazzi possono incontrare difficoltà emotive nella gestione delle responsabilità, ma se la linea è chiara possono crescere rapidamente. Anche questo sarà un aspetto importante nella scelta”.
LA VOLONTÀ DI PUNTARE SUI GIOVANI PUÒ RAPPRESENTARE L’INIZIO DI UN NUOVO PROGETTO PER LA CREMONESE?
“Secondo me il concetto da trasmettere è che la Cremonese non deve semplicemente fare bene, ma vuole fare bene. In questa volontà c’è progettualità, c’è un percorso che comprenderà anche i giovani. Questo richiede una condivisione quotidiana tra tutte le componenti della società, per capire se la strada intrapresa stia funzionando. Ci sono club che sono obbligati a fare bene, noi invece vogliamo farlo perché qui c’è una società vincente, con valori importanti. Puntare sui giovani significa anche dare sostenibilità al progetto e permettere alla società di consolidarsi anche dal punto di vista economico”.
CHE CAMPIONATO È STATA L’ULTIMA SERIE B?
“È stato un campionato estremamente equilibrato, e non lo scopro certo io. Il divario tra la prima e l’ultima in classifica è tale da rendere ogni partita combattuta. Nella mia prima stagione in Serie B con il Mantova, il 70-80% della rosa era composto da giocatori che non avevano mai disputato questo campionato, eppure abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato. Per questo ritengo fondamentale la sintonia mentale. A maggior ragione alla Cremonese, perché chiunque affronterà la Cremo lo farà con il coltello tra i denti, anche per i risultati ottenuti dal club negli ultimi anni”.
SARÀ UNA SQUADRA COMPOSTA IN PREVALENZA DA GIOCATORI ITALIANI O STRANIERI?
“Finché non sarà definito l’allenatore non posso entrare troppo nel dettaglio delle caratteristiche tecniche. Il calcio ormai è globale e la Cremonese è un club importante, quindi monitoreremo anche i campionati esteri. Allo stesso tempo, nella mia carriera ho lavorato con tanti ragazzi italiani. In questi giorni, a Cremona, sto respirando la sensazione di lavorare per una società di grande spessore”.
SI SENTE DI INDICARE UN OBIETTIVO PRECISO AI TIFOSI?
“Ho iniziato dicendo che non faccio promesse, ma ho anche sottolineato che la proprietà della Cremonese è vincente nella vita di tutti i giorni. Per questo ho l’obbligo di costruire una squadra competitiva. Sarà un mix tra giovani ed esperti e mi auguro che questo insieme possa risultare vincente. Tra i principi fondamentali della volontà di fare bene c’è la creazione di una base solida, destinata a durare nel tempo. Se devo fare bene sono chiamato a costruire una squadra con determinate caratteristiche; se voglio fare bene, invece, devo lavorare anche sul medio-lungo periodo, valorizzando i giovani. Oggi non c’è ancora un obiettivo specifico: prima bisogna capire la linea della società. Dobbiamo imparare a lasciarci alle spalle il passato e vivere con positività il futuro. Poi, insieme, definiremo gli obiettivi sportivi della stagione. Di sicuro la Cremonese sarà competitiva”.
(Foto presa dal sito ufficiale della Cremonese)
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