Una prestazione maiuscola, tre punti d’oro strappati con le unghie su un campo difficile, ma un urlo di gioia che si strozza in gola proprio sul più bello. La domenica della Cremonese a Udine è il perfetto manifesto della spietatezza del calcio: i grigiorossi espugnano il Friuli grazie alla zampata del solito Jamie Vardy, ma dal tabellone di Reggio Emilia arriva la doccia fredda del gol-vittoria del Lecce, che mantiene i pugliesi a +1 e lascia il destino della salvezza fuori dalle mani dei ragazzi di Marco Giampaolo.
Udinese-Cremonese, parla Audero
A metterci la faccia nel post-partita, è il portiere grigiorosso Emil Audero. L’estremo difensore non nasconde l’amarezza per un verdetto parziale che sa di beffa, ma sprona subito l’ambiente a non mollare di un millimetro. “È normale che bruci, così all’ultimo fa male – confessa Audero –. Ma abbiamo fatto una partita convincente sotto tanti punti di vista. Chiaramente fa male perché non ha il sapore che deve avere una vittoria, il calcio dà e toglie. Ciò che importava era vincere e fare una partita solida caratterialmente; nello spogliatoio eravamo delusi ma consapevoli di aver fatto ciò che dovevamo fare. Questa è la classica gioia a metà, bisogna guardare il lato positivo perché abbiamo fatto una partita bella e tosta. Ci è girata male, ma non potevamo controllarlo”.
I rimpianti della stagione della Cremonese
“Rimpianti? È una domanda alla quale non so rispondere, manca una partita e non ha senso guardare a cosa si poteva fare meglio o peggio. Pensiamo alla prossima partita e a ciò che possiamo controllare. È normale che ci sia del rammarico, penso al gol nel finale con la Lazio e altri episodi dubbi che ci sono capitati. Ma è superfluo, guardiamo a quest’ultima battaglia e speriamo che ci giri bene. Dovremo fare la stessa partita”. E adesso il Como, in corsa Champions: “L’avversario che sfideremo è molto forte e ha mostrato il miglior calcio della stagione – conclude Audero, tracciando la rotta per la salvezza –. Conosciamo le loro qualità, ma le partite possono andare diversamente da ciò che ci si aspetta. Non mi soffermo sulle differenze tra Genoa e Como, dobbiamo guardare alla nostra convinzione”.
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