Alla vigilia di Napoli-Cremonese, sfida in programma venerdì 24 aprile alle ore 20:45 e valida per la 34^ giornata del campionato di Serie A, l’allenatore grigiorosso Marco Giampaolo ha presentato in conferenza stampa la partita contro i partenopei…
Le condizioni di Vardy e Collocolo
“Questa settimana, Collocolo ha svolto alcuni lavori insieme al gruppo. Ho deciso di convocarlo per consentirgli di riavvicinarsi al contesto squadra. Anche Thorsby ha svolto qualcosa, è stato reinserito gradualmente per trasmettergli fiducia e positività. Vardy, invece, non sarà a disposizione perché è ancora più indietro nel percorso di recupero. Valuteremo la situazione la prossima settimana”.
Da quando è arrivato, Barbieri non ha mai giocato titolare: questione tecnica o problemi fisici?
“Barbieri si allena bene ed è sempre positivo, se non è sceso in campo dall’inizio è solamente una scelta tecnica”
Nella partita di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio è stato annullato un gol ai nerazzurri in una situazione di fallo sul portiere che a noi ha ricordato l’episodio della scorsa settimana. Per la rete di Baschirotto, però, la stampa nazionale scrisse di gol giustamente annullato mentre nel caso dell’Atalanta i commenti sono andati nella direzione opposta. Come giudica l’interpretazione degli episodi arbitrali al giorno d’oggi?
“Parliamo di due situazioni profondamente diverse. Ieri il pallone era a terra, il portiere lo aveva tra le mani e successivamente gli è sfuggito: lì il tipo di valutazione da fare è ben preciso. Nel caso di Baschirotto, invece, si tratta di un pallone alto, su cui non è chiaro se il portiere abbia davvero il pieno possesso. E proprio questo dubbio apre inevitabilmente a una riflessione: sulla base di cosa si prende una decisione? Per quanto riguarda il nostro episodio, immagini che si sono persino prestate a interpretazioni letterali del regolamento, io continuo a spostare l’attenzione sul portiere del Torino: non c’è stato alcun contatto tra il piede di Baschirotto e la sua mano. Si vede chiaramente che Baschirotto colpisce il pallone, ma non il portiere. E allora perché il loro estremo difensore è rimasto a terra come se avesse subito un calcio? Per me è proprio questo il punto centrale, perché quell’atteggiamento lascia pensare che il gol fosse regolare. Diverso sarebbe il discorso se si ritenesse che Baschirotto abbia calciato il pallone mentre era già nella disponibilità del portiere, ma resto dell’idea che il portiere non sia stato toccato. E se è rimasto a terra, è sembrato più per cercare una giustificazione. Sull’annullamento del nostro gol continuo ad avere molti dubbi. L’episodio di ieri ha riaperto il dibattito, pur trattandosi, a mio avviso, di casi molto differenti”.
La Cremonese fatica troppo a segnare. Come si risolve questo problema? L’assenza di un registra è un fattore determinante?
“In questo momento non mi interessa soffermarmi sui problemi, quanto piuttosto contestualizzare al meglio la partita che ci aspetta. Il mio compito è preparare la squadra nel modo migliore possibile rispetto alle situazioni che possono verificarsi in gara. Non è questo il momento per concentrarsi su ciò che manca o su ciò che non c’è”.
Come si affronta una partita così complicata come quella di domani sera contro il Napoli, forse la più difficile di questo finale di stagione…
“Non so se sarà la più difficile delle ultime cinque, perché anche le prossime presenteranno un coefficiente di difficoltà molto alto. Come ho già detto nelle scorse settimane, non bisogna guardare troppo in faccia all’avversario. Conosciamo bene la qualità del Napoli, i suoi meriti e il suo valore assoluto, quindi sappiamo che sarà una partita durissima. Ma ogni gara va comunque giocata: i ragazzi dovranno affrontarla con la mentalità giusta, dare tutto e fare le cose nel miglior modo possibile. Poi, al novantacinquesimo, tireremo le somme”.
Quanto è importante il rientro di Maleh?
“Maleh ha caratteristiche precise e, quando è stato impiegato, ha dato un contributo positivo. Sono contento di avere una soluzione in più, perché rappresenta un valore aggiunto e una risorsa importante. Da qui alla fine tutti dovranno sentirsi coinvolti, perché l’obiettivo della Cremonese viene prima di tutto”.
Cosa vi ha lasciato la partita contro il Torino?
“L’abbiamo rivista e analizzata insieme ai ragazzi, soffermandoci sia sugli aspetti positivi sia su quelli da migliorare. L’elemento che abbiamo sottolineato maggiormente è la necessità di liberarci da paura, tensioni e scorie, per interpretare la gara nel modo in cui l’avevamo preparata. Con un pizzico di coraggio in più avremmo potuto sfruttare meglio il tempo di gioco a disposizione. Anche le statistiche ci restituiscono indicazioni incoraggianti e questo deve trasmetterci fiducia, perché nell’arco dei novanta minuti abbiamo concesso solo mezzo tiro nel finale. Dobbiamo migliorare nella capacità di leggere prima la giocata, velocizzare lo sviluppo della manovra e scendere in campo con maggiore libertà mentale”.
Quanto incide la presenza di giocatori esperti in difesa come Baschirotto e Luperto? Da Payero si aspetta qualcosa di più?
“Baschirotto finora ha fatto molto bene, mentre Luperto è un giocatore che porta con sé esperienza e affidabilità. In ogni caso, nel reparto difensivo ho diversi elementi che dimostrano ogni giorno di poter essere all’altezza: Ceccherini, Bianchetti e Folino si allenano molto bene. È un reparto con tante soluzioni e chi oggi trova meno spazio continua comunque a lavorare con grande serietà. Finora ho scelto di dare continuità a Baschirotto e Luperto, ma ad esempio Bianchetti a Parma ha disputato un’ottima partita. Per quanto riguarda Payero, credo che in questo finale possa darci risposte importanti. Lo considero un giocatore di valore, sia tecnicamente sia nelle letture di gioco. Sa bene su quali aspetti deve crescere e, da qui alla fine, potrà dimostrare soprattutto a sé stesso che tipo di calciatore vuole essere”.
Schierare troppi calciatori che tendono alla verticalità in campo è un’esagerazione oppure serve a superare i momenti in cui la squadra rischia di essere troppo bloccata?
“Non lo considero affatto un eccesso, perché a me non piace vedere una squadra rigida o ingessata. La partita di domani, comunque, sarà diversa rispetto a quella contro il Torino, già solo per i riferimenti tattici: il Napoli ti propone situazioni differenti, così come le proponevano il Bologna o il Parma. Ogni gara va riletta e ricontestualizzata, e le scelte che faccio dipendono sempre da come immagino di costruire la partita”.
Negli scorsi giorni la squadra si è riunita per una cena, a conferma del fatto che il gruppo è unito…
“Sì, l’altra sera abbiamo trascorso del tempo insieme. Questo gruppo lavora davvero molto bene, direi quasi fin troppo professionalmente. Lo sottolineo perché il comportamento dei ragazzi è sempre impeccabile: in allenamento si applicano con serietà e sono puntuali in ogni situazione. Dal punto di vista professionale non posso rimproverare nulla a nessuno. Poi, sul piano tecnico, l’errore può sempre capitare, e proprio per questo bisogna continuare a lavorare per migliorare. Lo dico con sincerità, perché non avrebbe senso raccontare una realtà diversa. Aggiungo anche un altro episodio: dal mio arrivo ho chiesto a tutti di lasciare il telefono fuori dallo spogliatoio quando arrivano al centro sportivo e nessuno ha avuto nulla da obiettare. Credo che parlare, confrontarsi di calcio e condividere tempo di qualità sia fondamentale. Senza lasciarsi distrarre dai social, che con il calcio hanno poco a che fare e che, anzi, a volte possono persino risultare dannosi”.
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