La Cremonese ha chiuso il bilancio consolidato al 30 giugno 2025 con una perdita di esercizio pari a circa 6,9 milioni di euro, confermando una gestione economica fortemente dipendente dal contributo diretto della proprietà. A rivelarlo è un’anticipazione del portale Calcio & Finanza, che ha avuto accesso ai documenti ufficiali relativi all’ultimo esercizio finanziario del club grigiorosso.
Decisivo, ancora una volta, l’intervento del Cavalier Giovanni Arvedi, patron della società, che ha versato nelle casse del club 42 milioni di euro solo nell’ultimo anno, portando a circa 160 milioni l’impegno complessivo da quando ha assunto la guida della Cremonese, sei anni fa. Un sostegno economico che rappresenta oltre il 65% dei ricavi complessivi della stagione, sottolineando quanto la stabilità finanziaria del club dipenda tuttora in larga parte dai fondi provenienti dalla proprietà.
Ricavi e costi: la fotografia finanziaria
Il bilancio della Cremonese mostra ricavi totali per 57,4 milioni di euro, distribuiti principalmente in:
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42,5 milioni da ricavi commerciali;
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6,7 milioni da altri ricavi;
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5,6 milioni derivanti dalla gestione dei calciatori;
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1,7 milioni da ricavi da gara;
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895 mila euro da diritti televisivi.
Sul fronte dei costi, invece, la spesa complessiva ha raggiunto i 65 milioni di euro, così suddivisi:
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38,6 milioni per il personale, che rappresenta la voce più consistente;
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11,8 milioni per ammortamenti e svalutazioni;
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8,5 milioni per servizi;
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6,1 milioni tra altri costi operativi.
Il disavanzo di 6,9 milioni di euro rispecchia le difficoltà strutturali nel garantire un equilibrio tra uscite e ricavi in assenza di continuità nei proventi sportivi e nei diritti TV, che nell’ultimo anno si sono fermati sotto il milione di euro, a conferma di un’incidenza marginale rispetto ad altri club della massima serie.
Una strategia sostenibile nel lungo periodo?
La struttura economico-finanziaria della Cremonese continua a fondarsi su un modello di proprietà “mecenatistica”, in cui il presidente Arvedi ha un ruolo centrale nel garantire la sopravvivenza e la competitività della società. Tuttavia, questo approccio apre anche a riflessioni sul futuro: senza una diversificazione delle fonti di ricavo e un incremento delle entrate indipendenti, la sostenibilità a lungo termine potrebbe rivelarsi problematica.
Il club, nonostante il bilancio in rosso, prosegue con investimenti in infrastrutture, sviluppo del brand e settore giovanile, puntando su una crescita strutturale e graduale. Il percorso avviato mira a ridurre progressivamente la dipendenza dal contributo diretto della proprietà, attraverso strategie di marketing, valorizzazione del vivaio e maggiore coinvolgimento della fanbase.
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