Sabato 29 novembre 2025 lo stadio Zini di Cremona apre le sue porte per un momento di profonda memoria collettiva, dedicato a Carla Bonazzoli, storica custode della “casa grigiorossa” e figura amata da generazioni di tifosi, dirigenti e calciatori. In suo onore verrà scoperta una targa commemorativa, posizionata nel luogo dove sorgeva la sua abitazione all’interno dell’impianto, simbolo di una vita interamente dedicata alla Cremonese.
L’iniziativa è promossa dagli “Amici della Storia Grigiorossa”, in collaborazione con il Comune di Cremona e l’U.S. Cremonese. L’intento è quello di conservare e valorizzare la memoria di una donna che ha rappresentato l’anima ospitale dello stadio Zini, accogliendo con calore e dedizione tutti coloro che hanno attraversato la storia del club.
Allo stadio Zini una targa per ricordare Carla Bonazzoli
L’appuntamento per i tifosi è fissato alle ore 11 presso la Tribuna Centrale dello stadio, accessibile dall’ingresso situato sul lato biglietteria di via Cardinal Massaia, in Piazzale Luzzara. Si tratta di un’occasione aperta al pubblico, che permetterà di condividere il ricordo di una presenza discreta ma essenziale per la vita quotidiana dello Zini.
Carla Bonazzoli è stata molto più di una custode: il suo nome è legato a un tempo in cui il calcio aveva una dimensione più familiare e genuina. La sua casa all’interno dello stadio era un punto di riferimento per tutti, uno spazio di accoglienza e umanità che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della società.
La targa non sarà solo un simbolo fisico, ma un segno permanente della gratitudine del popolo grigiorosso verso una persona che, pur lontana dai riflettori, ha incarnato lo spirito di appartenenza e dedizione. La sua figura resterà per sempre legata alle mura dello Zini, testimone silenziosa di una passione condivisa.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione della memoria storica del club, che negli ultimi anni ha visto crescere l’impegno di realtà associative e istituzionali nel preservare le radici identitarie della Cremonese. Un gesto semplice, ma denso di significato, in un luogo che vive di emozioni, ricordi e storie tramandate di generazione in generazione.


