Jari Vandeputte è senza dubbio una delle più belle sorprese di questo avvio di stagione in Serie A. A 29 anni suonati, il centrocampista belga della Cremonese si sta ritagliando un ruolo da protagonista, sia per rendimento che per impatto tattico, imponendosi come leader tecnico e miglior assistman del campionato. Una parabola inattesa per chi, fino alla scorsa estate, aveva calcato soltanto i campi di Serie B e Serie C.
Arrivato in Italia nel 2017 per giocare con la Viterbese, Vandeputte ha vissuto un percorso lontano dai riflettori, ma costante nella crescita. Dopo diverse stagioni tra C e B, ha conquistato la promozione con la maglia della Cremonese, contribuendo in modo decisivo al ritorno del club lombardo nella massima serie. E oggi, in A, si sta prendendo tutte le luci della ribalta.
Già quattro assist in undici giornate, un bottino che, come sottolinea Cremonasport, lo colloca in vetta alla classifica degli assist insieme a nomi del calibro di Holm, Dimarco, Barella, Cambiaghi, Bonny e Nico Paz. Un dato che conferma l’efficacia e la visione di gioco di un calciatore che, nonostante l’età, sembra solo ora esprimere il suo vero potenziale.
La trasferta di Pisa, nonostante la sconfitta dei grigiorossi, ha offerto un’altra prova di maturità tattica: Vandeputte è stato tra i migliori in campo, agendo per 90 minuti nel ruolo di regista puro, posizione che non aveva mai ricoperto prima a Cremona. Nato esterno offensivo, trasformato poi in mezzala, il classe 1996 ha saputo adattarsi ancora una volta, dimostrando intelligenza, duttilità e una straordinaria qualità nei passaggi.
Complice l’emergenza a centrocampo causata dagli infortuni, Davide Nicola ha deciso di spostarlo davanti alla difesa. Una scelta che si sta rivelando più che azzeccata: Vandeputte gestisce i ritmi, imposta l’azione e si prende la responsabilità della costruzione, con naturalezza e senza mai snaturare il suo stile di gioco.
Nato a Gent, in Belgio, ha sempre mostrato una predilezione per l’assist, anche nelle categorie inferiori. Ma che potesse farlo con questa costanza in Serie A era tutt’altro che scontato. La domanda che circola tra addetti ai lavori e tifosi è la stessa: com’è possibile che un giocatore così sia arrivato in Serie A solo a 29 anni?. Un mistero che nemmeno lui, con grande umiltà, sa spiegare.
La risposta, però, oggi è sul campo: Vandeputte ha trovato la dimensione perfetta per esprimersi, in un sistema che ne valorizza le doti e in una squadra che gli ha dato fiducia. La sua ascesa è il simbolo di una Cremonese che non smette di sorprendere, puntando sul lavoro, sull’identità e sulla qualità di chi ha fame di calcio vero.
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