Jeremy Sarmiento si sta guadagnando spazio e fiducia nella Cremonese, inserendosi gradualmente nello scacchiere di mister Nicola. Ospite della trasmissione “Il Grigio e il Rosso”, in onda ogni lunedì su CR1, il fantasista classe 2002 ha condiviso il suo percorso di ambientamento, le sue ambizioni e gli obiettivi futuri, in un’intervista ricca di spunti personali. “Questa può diventare casa mia”, ha detto Sarmiento, raccontando i suoi primi due mesi in Italia come una “bella sfida”: «È un ambiente totalmente diverso rispetto a quello a cui ero abituato. C’è tanto da imparare, ma sono felice di farlo. Sto crescendo, anche in un nuovo ruolo». Cresciuto tra Inghilterra e Spagna, con passaporto ecuadoriano, il giovane esterno d’attacco ha già girato parecchio, ma vede in Cremona un’opportunità concreta: «Questa è la mia sfida attuale, spero di diventare un giocatore migliore qui e dimostrare di cosa sono capace».
Ambientamento in spogliatoio e campo
All’interno dello spogliatoio grigiorosso Sarmiento ha trovato presto il suo equilibrio, legando con Faye, Bondo e Sanabria, compagni sudamericani o di spogliatoio. «Mi hanno accolto bene, anche Vardy, che arriva come me dalla Premier League», ha raccontato. Dal punto di vista tattico, il cambio di ruolo è stato significativo: da esterno puro a mezzala o seconda punta, nel sistema di Nicola: «È molto diverso per me. In Inghilterra giocavo da ala, ora mi sto adattando a giocare più dentro al campo. Ma sto imparando, anche grazie allo staff e ai compagni».
Serie A e Juventus: una nuova realtà
Il confronto con il campionato italiano ha confermato le attese: «La Serie A è un campionato di alto livello, molto tattico e difensivo. Serve pazienza e intelligenza nel giro palla per creare spazi», ha spiegato Sarmiento, paragonando lo stile italiano al gioco più diretto della Premier League. Sulla sfida alla Juventus, ha commentato: «Sapevamo che sarebbe stata dura, ma nel secondo tempo abbiamo giocato meglio. Abbiamo avuto le nostre occasioni per pareggiare».
Il legame con De Zerbi e il sogno Mondiale
Non poteva mancare un riferimento a Roberto De Zerbi, tecnico che lo ha allenato a Brighton: «È una persona eccezionale, simile a Nicola per passione e voglia di vincere. Entrambi lavorano ogni giorno per tirar fuori il massimo dai giocatori. È un privilegio lavorare con allenatori così». Tra i riferimenti personali, Sarmiento ha citato Cristiano Ronaldo come modello per l’etica del lavoro e Neymar per l’estro in campo: «Mi ispiro a lui, ha giocato anche lui da ala sinistra, proprio come me». La maglia dell’Ecuador resta il grande obiettivo: «Ho già giocato un Mondiale, ma voglio tornare a rappresentare il mio Paese. Il sogno è giocare di nuovo quella competizione, magari anche vincerla un giorno». A conferma dell’orgoglio per le sue origini, ha ricordato con affetto l’accoglienza ricevuta a Genova dal Console dell’Ecuador: «Un gesto che mi ha motivato».
Vita privata e futuro
Fuori dal campo, Sarmiento si dice legato alla famiglia, che si è trasferita con lui in Italia: «Quando posso, sto con loro. Altrimenti mi rilasso giocando ai videogiochi con gli amici». Guardando al futuro, il messaggio è chiaro: «Rappresentare il mio paese al massimo livello possibile e aiutare la Cremonese a raggiungere i suoi obiettivi. Questa potrebbe diventare casa mia».



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Auguri , per ora sono solo buoni propositi .
Sei forte, si vede e lo si capisce chiaramente che hai dei numeri, devi però imparare a dare via prima il pallone perché ne sei un po’ troppo innamorato.
Detto questo forza Jeremy💪💪💪
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