Giacchetta: “Cremonese ambiziosa ma realista. Vardy un simbolo, salvezza missione possibile”

Il direttore sportivo fa il punto su mercato, obiettivi e sorprese di inizio stagione: “Abbiamo costruito un gruppo forte, Nicola può fare la differenza”

Dopo un avvio convincente, con 9 punti conquistati nelle prime sei giornate e una sola sconfitta, maturata a San Siro contro l’Inter prima della sosta, la Cremonese si gode un presente positivo ma resta con i piedi per terra. A raccontare i retroscena di questa prima parte di stagione è stato Simone Giacchetta, direttore sportivo grigiorosso, in un’intervista concessa a TMW. Dalla scelta di Davide Nicola in panchina all’arrivo-simbolo di Jamie Vardy, fino agli obiettivi di lungo periodo, la strategia della Cremo appare chiara: costruire un progetto solido e sostenibile in Serie A.

«Avvio positivo, ma la strada è lunga»

Giacchetta ha espresso soddisfazione per l’approccio della squadra al ritorno in massima serie: «Per una neopromossa come la nostra, non è stato semplice presentarsi in un campionato con standard fisici e tecnici elevatissimi. Il nostro inizio è stato positivo, ma il cammino sarà pieno di difficoltà».

Vardy, il colpo che ha acceso Cremona

I riflettori si sono inevitabilmente accesi sull’arrivo di Jamie Vardy, leggenda del Leicester e del calcio inglese: «L’idea è nata dal bisogno di un attaccante che potesse garantirci gol e leadership. Vardy ci ha colpiti per la sua storia, la disponibilità mostrata fin dai primi contatti e per la conoscenza che aveva della nostra realtà. Ha scelto di rimettersi in gioco, dimostrando grande umiltà».

La trattativa, racconta il ds, «è nata quasi per gioco, ma si è concretizzata prima della fine del mercato. Non avevamo fretta, perché Vardy era svincolato. La sua famiglia ha accettato di trasferirsi fuori dall’Inghilterra per la prima volta». Un’operazione che ha portato entusiasmo anche fuori dal campo.

Baschirotto e la spina dorsale italiana

Oltre a Vardy, l’altro colpo di rilievo è stato Federico Baschirotto, centrale ex Lecce: «Volevamo costruire una spina dorsale italiana. Baschirotto è cresciuto nel nostro settore giovanile e ha una mentalità da ‘operaio specializzato’, ideale per una squadra che lotta per la salvezza».

Altri innesti di spessore sono stati Zerbin, Sanabria, Bondo e Audero, ma Giacchetta ammette: «Dire che abbiamo chiuso tutto ciò che volevamo sarebbe una bugia. Fare mercato da neopromossa è complesso, ma abbiamo puntato su calciatori con esperienze in A. A gennaio valuteremo eventuali aggiustamenti».

Nicola, scelta ponderata e decisiva

Sull’arrivo di Davide Nicola, ufficializzato per ultimo tra i tecnici della Serie A, il ds ha spiegato: «Aveva ancora un contratto col Cagliari, ma quando abbiamo iniziato a pianificare la stagione, lui è stato il nome ideale. È un allenatore che sa fare la differenza nelle situazioni difficili, e il nostro obiettivo è salvarci». Fuori rosa al momento restano De Luca, Okereke, Sernicola e Valoti. Una decisione difficile, spiega Giacchetta: «Il tecnico ha fatto valutazioni tecniche. A parte Valoti, gli altri hanno rifiutato offerte concrete. Le situazioni potranno evolvere più avanti».

Salvezza obiettivo primario

Sul futuro del club, Giacchetta è chiaro: «Restare in Serie A è la missione. Il divario con le squadre stabili nella categoria è enorme, anche a livello economico. Ma siamo tutti uniti: staff, squadra, dirigenza. Se servirà, a gennaio interverremo ancora».

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