Con la conferma di Simone Giacchetta come direttore sportivo, la Cremonese si prepara a definire l’identikit del nuovo allenatore, in vista del ritorno in Serie A. Un passaggio cruciale non solo per avviare il mercato, ma anche per dare continuità al progetto tecnico. La permanenza del ds rappresenta un segnale chiaro di coerenza con il recente passato, soprattutto dal punto di vista tattico: Giacchetta ha sempre dimostrato una predilezione per la difesa a tre, sistema su cui sono state costruite le ultime stagioni grigiorosse.
come sottolinea Cuoregrigiorosso, In questo contesto, la scelta del nuovo tecnico potrebbe seguire lo stesso solco, privilegiando profili capaci di lavorare efficacemente con un impianto difensivo a tre centrali, lasciando agli esterni la possibilità di interpretare in modo più o meno offensivo il proprio ruolo, a seconda delle necessità. In Serie B, la Cremonese ha spesso impiegato esterni alti, funzionali alla fase di spinta. Tuttavia, in Serie A – e in particolare nel prossimo campionato, dove la lotta salvezza sarà serrata – potrebbe emergere la necessità di interpretazioni più prudenti, almeno in alcune gare.
I nomi circolati finora riflettono questa esigenza di flessibilità. Il più accreditato resta Davide Nicola, tecnico esperto, abituato alle sfide salvezza, che conosce a fondo i meccanismi della difesa a tre e ha spesso adottato sistemi modulabili in base agli avversari. Subito dietro nella lista compare Paolo Vanoli, reduce da un’ottima stagione in cadetteria con il Venezia, squadra che ha saputo trasformare e rilanciare con un gioco equilibrato, fatto di compattezza e transizioni rapide.
La flessibilità è un tratto comune anche ad altri candidati valutati dalla dirigenza grigiorossa. Lo stesso Vanoli, così come altri nomi sondati, ha dimostrato di saper cambiare modulo durante la stagione, adattandosi alle risorse disponibili e all’andamento del campionato. Una caratteristica fondamentale in Serie A, dove la capacità di leggere le partite e di cambiare pelle può fare la differenza tra salvezza e retrocessione.
Fa eccezione Marco Giampaolo, altro profilo accostato alla panchina grigiorossa. Noto per la sua fedeltà alla difesa a quattro, il tecnico abruzzese ha sperimentato la retroguardia a tre solo in momenti di emergenza – compresa una parentesi proprio a Cremona – ma non la considera una base di partenza. Un limite che potrebbe penalizzarlo nella corsa alla panchina, soprattutto se la dirigenza deciderà di mantenere una linea di continuità.
La scelta finale dipenderà anche dal mercato, e in particolare dal tipo di esterni che la società riuscirà a mettere a disposizione del nuovo tecnico. Giocatori di spinta come quelli visti in Serie B potrebbero favorire soluzioni più offensive; al contrario, interpreti più equilibrati potrebbero orientare la squadra verso una difesa a cinque più tradizionale.
Il modulo, però, sarà solo uno degli elementi da considerare. La Serie A richiede gestione della pressione, capacità di lettura delle partite e attenzione ai dettagli. La Cremonese ha bisogno di una guida esperta, capace di coniugare identità tattica e adattabilità, valori indispensabili per affrontare un campionato impegnativo sin dalle prime giornate, ricche di scontri diretti.



Notizie del neopromosso Parma ?
Di sicuro non puoi giocare a 3 con gente come Bianchetti e Ravanelli in A!
L’importante è darsi una mossa.xke’ bisogna pure fare il mercato( che deve essere roboante).quindi nessun darboe,o bonini.qui ci vogliono giocatori da A. ES. rugani,
Z la Salvezza in Serie A Oltre agli Acquisti Mirati Tutta la Vita Mister Nicola il Gladiatore 💪💪💪🩶❤️🩶❤️🩶❤️
Ci vogliono difensori adatti al modulo
Speriamo che arrivi lui.