Lo Spezia ha cambiato pelle in poco meno di dodici mesi. Dopo aver ottenuto la salvezza nella stagione 2023-24, la squadra guidata da Luca D’Angelo ha compiuto un salto di qualità evidente, chiudendo al terzo posto il campionato di Serie B, alle spalle solo di Pisa e Sassuolo. Una metamorfosi tattica e mentale, costruita su solidità difensiva, intensità in mezzo al campo e un’arma letale: i calci piazzati.
Il segreto? Le palle inattive
Oltre 28 gol segnati da palla ferma: un dato che racconta molto del lavoro fatto da D’Angelo e dal suo staff, che hanno trasformato ogni calcio d’angolo o punizione in un’occasione da rete. Molti dei gol sono arrivati di testa, sfruttando i centimetri e il tempismo dei centrali, ma anche la precisione dei battitori. La squadra ligure è infatti tra le più prolifiche in Serie B su questo fondamentale, spesso decisivo nei match più bloccati.
Esposito & Esposito: gol e assist in famiglia
Se i calci piazzati sono l’arma tattica, i fratelli Esposito sono la spina dorsale tecnica. Pio Esposito, classe 2005, si è rivelato un finalizzatore implacabile, chiudendo il campionato con 18 gol. Accanto a lui, Sebastiano, più esperto e duttile, ha messo insieme 9 assist e 9 reti, risultando decisivo nella trequarti per creare superiorità numerica e servire palle-gol.
La chimica tra i due è evidente: Pio attacca la profondità e cerca l’area, Sebastiano si muove da rifinitore e regista avanzato. Una coppia ben assortita, che ha garantito continuità anche nei momenti meno brillanti del girone di ritorno.
Una difesa solida, un centrocampo dinamico
A protezione del portiere Gori, si è consolidata una linea a tre composta da Mateju, Hristov e Wisniewski. Tre centrali affidabili, bravi nel gioco aereo (fondamentale proprio per i calci piazzati) e nella costruzione dal basso. Sugli esterni, Aurelio ed Elia garantiscono spinta e copertura, alternandosi nel ruolo di quinti di centrocampo con efficacia.
In mediana, insieme a Sebastiano Esposito, si muovono Kouda e Cassata, due elementi fondamentali per equilibrio e inserimenti. Kouda in particolare è cresciuto molto, diventando un riferimento nel pressing alto e nella gestione del possesso.
Un girone d’andata da promozione diretta
È stato l’ottimo girone di andata a proiettare lo Spezia nei piani alti. La formazione bianconera ha chiuso il 2024 con il miglior rendimento esterno del torneo, facendo valere compattezza, cinismo e una sorprendente capacità di ribaltare l’azione. Nel girone di ritorno, però, la squadra ha rallentato, perdendo qualche punto soprattutto nelle gare casalinghe, fattore che ha impedito l’assalto alle prime due posizioni.
Ora il sogno promozione passa dai playoff
Il terzo posto ha comunque garantito allo Spezia l’accesso diretto alla semifinale playoff, e ora la squadra ligure si candida con forza alla promozione in Serie A. Il modulo collaudato, l’esperienza di D’Angelo e la vena realizzativa del tandem Esposito rappresentano una miscela esplosiva per le sfide ad eliminazione diretta. L’obiettivo è chiaro: tornare in massima serie dopo due stagioni e coronare il percorso di crescita iniziato dodici mesi fa con una salvezza che, oggi, sembra lontana anni luce.



Per chi ha scritto l’articolo. Il centrocampista si chiama SALVATORE.
Sebastiano è il fratello più grande, è punta (come Pio) e quest’anno ha giocato nell’Empoli.
Guarda tranquillo, questi non conoscono neanche i nostri, figuriamoci gli avversari.