GdS dura sul caso Vazquez: il razzismo non si può minimizzare

Dieci giornate di squalifica per il giocatore della Cremonese: l’episodio dimostra che il calcio deve combattere senza ambiguità ogni forma di discriminazione.

La squalifica di Franco “El Mudo” Vazquez, punito con 10 giornate di stop per un insulto razzista rivolto a Mehdi Dorval, difensore del Bari, segna un punto di svolta. Dopo un supplemento di indagini, il Giudice Sportivo della Serie Bha confermato quanto denunciato dal tecnico pugliese Moreno Longo, che aveva riferito le parole offensive pronunciate dal giocatore della Cremonese. Un episodio che dimostra come non sia più possibile minimizzare il razzismo nel calcio con giustificazioni superficiali.

Il razzismo non è ignoranza, ma discriminazione consapevole

Come riporta La Gazzetta dello Sport, per troppo tempo, frasi discriminatorie sono state archiviate con la formula: “Non è razzismo, è solo ignoranza“. Ma se un insulto prende di mira il colore della pelle, la questione è chiara: è razzismo, senza se e senza ma. Il calcio, specchio della società, continua a essere teatro di episodi inaccettabili. A Rovigo, una squadra di Prima Categoria ha lasciato il campo per protesta contro insulti discriminatori. A Rimini, una madre ha chiamato “scimmia” una giovane calciatrice avversaria. Un vero bollettino di guerra, che rende indispensabile una risposta ferma e immediata.

L’importanza di punizioni esemplari

Le sanzioni severe non sono solo un atto punitivo, ma un segnale per l’intero sistema. In un momento storico in cui l’accoglienza e l’integrazione sono spesso messe in discussione, la visibilità delle punizioni nel calcio professionisticoaiuta anche chi vive episodi simili lontano dai riflettori: dal lavoratore insultato per la sua origine al bambino discriminato a scuola. La Cremonese, club con una forte tradizione di valori educativi, si è subito attivata: il tecnico Giovanni Stroppasi è recato personalmente nello spogliatoio del Bari per scusarsi. Un gesto importante, ma non sufficiente a risolvere un problema radicato. La vera svolta si avrà quando un giocatore denuncerà un compagno di squadra per un insulto razzista, senza paura delle conseguenze. Ma ogni passo avanti, come l’ammissione dell’errore e la punizione di chi si rende protagonista di episodi discriminatori, è un segnale di progresso. Il calcio ha il dovere di essere intransigente, perché solo così può davvero contribuire a cambiare la mentalità della società.

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1 anno fa

Vogliono fare i duri con la Cremonese

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1 anno fa

Il mio sogno allo Zini ai playoff contro il Bari 🤷🏻‍♂️90 minuti di insulti al pagliaccio non razzisti ma insulti da parte mia

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1 anno fa

Vasquez

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1 anno fa

Sono ridicoli, ci hanno penalizzato ingiustamente. Sto con il nostro Mudo ovviamente, non credo all accusa.

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1 anno fa

Razzismo!? Ridicoli
Una parola di troppo… Una parola detta in un momento di rabbia non è razzismo!!!

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1 anno fa

Sempre e ovunque grande MUDO

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1 anno fa

Vorrei sapere se è vero che Stroppa sia andato negli spogliatoi del Bari a chiedere scusa !!! MEGLIO CHE STROPPA CHIARISCA !

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1 anno fa

col mudo tutta la vita

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1 anno fa

Io sto con il Mudo.

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1 anno fa

#iostocolmudo

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