Dalla seconda indagine conclusa dai magistrati romani nei confronti di Varriale, è emerso che l’ex vice direttore di Rai Sport utilizzasse i telefoni Rai e una voce camuffata per minacciare l’amante
Sconvolgente quanto emerso dalla seconda indagine dei magistrati romani a carico di Enrico Varriale. A due settimane dal primo procedimento che lo vede accusato di aver aggredito e molestato la sua ex compagna, il giornalista dovrà difensore anche dall’accusa di aver minacciato una donna con cui aveva una relazione utilizzando frasi come: “Morirai”. Per evitare di farsi riconoscere, Varriale utilizzava una voce camuffata e i telefoni della Rai. Le chiamate risalgono al 19 dicembre 2021 e sono state fatte a mezz’ora di distanza l’una dall’altra. Solamente dieci giorni prima, Varriale l’avrebbe aggredita tirandole uno schiaffo talmente forte da farle perdere i sensi e l’avrebbe minacciata con frasi come: “Se mi denunci, ti ammazzo”. Il giornalista ora rischio di finire a giudizio per atti persecutori e lesioni aggravate. La donna testimonierà all’udienza fissata tra due settimane per confermare che queste violenze da parte dell’ex vice direttore di Rai Sport non sarebbero gesti isolati ed estemporanei.


