L’ex difensore, raggiunto dai colleghi de La Provincia, ha parlato anche della propria esperienza all’ombra del Torrazzo
È un viaggio tra passato e presente quello intrapreso da Giuseppe Zaniboni durante l’intervista concessa ai colleghi de La Provincia: l’ex difensore grigiorosso, dopo essere partito dalla propria esperienza alla Cremonese, ha parlato anche della squadra di Pecchia.
Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.
L’AVVENTURA GRIGIOROSSA. «Fu Eugenio Bergonzi a portarmi alla Cremonese: giocai con Allievi e Juniores, poi nel 1965 firmai il mio primo contratto. Giocai quattordici partite e arrivò anche la chiamata dell’Under 21 italiana. Il mio addio? La società non si comportò bene con me: la squadra aveva bisogno di soldi dopo essere stata retrocessa in IV Serie e Domenico Luzzara mi vendette all’Atalanta».
IL GIOCATORE. «Ero uno stopper elegante che giocava con entrambi i piedi, un difensore “gentile” che non era mai ruvido negli interventi. Ho fermato campioni come Riva, Boninsegna e Anastasi, anche se ho sofferto molto Pierino Prati e Ciccio Graziani. Rimpianti? La mononucleosi e i troppi infortuni che hanno sicuramente condizionato la mia carriera».
LA CREMONESE OGGI. «Non vado allo stadio, ma non mi perdo una partita della Cremonese di Pecchia: è una buona squadra e gioca un discreto calcio. Per me Buonaiuto, Carnesecchi, Okoli e Fagioli dovrebbero sempre giocare».
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