Questa mattina, presso la sala stampa del Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”, si ĆØ tenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore grigiorosso Fabio Pecchia…
Ci sono similitudini tra la Cremonese della sua precedente esperienza e quella che ritrova oggi?
“Fare paragoni con il passato ha un valore relativo. Quella squadra era stata costruita seguendo una precisa idea di gioco e con calciatori funzionali al progetto. Oggi, invece, devo costruire unāidentitĆ partendo dalle caratteristiche di questa rosa, composta da tanti giovani e da diversi ragazzi di proprietĆ . Avere cinque giocatori provenienti dal settore giovanile grigiorosso, di cui due cremonesi, deve rappresentare un motivo di orgoglio per la societĆ e per tutto lāambiente. Qualche anno fa vedevo Agazzi e Lottici Tessadri allenarsi con le giovanili su altri campi, mentre oggi li ritrovo in prima squadra: ĆØ qualcosa che mi emoziona. Il mio compito sarĆ trovare il vestito giusto, sia per i giovani sia per i calciatori più esperti”.
Come ha trovato la squadra dal punto di vista mentale dopo le due sconfitte in campionato?
“Non dobbiamo dimenticare nemmeno la bella vittoria ottenuta in Coppa Italia. In questi giorni ho cercato di instaurare un rapporto diretto con tutti i giocatori: li conoscevo dallāesterno, ma ora devo approfondire la conoscenza. Ho trovato un buon clima. Dai calciatori più esperti mi aspetto senso di responsabilitĆ e comportamenti importanti nei confronti dei giovani, che hanno bisogno di punti di riferimento. Anche nella mia precedente esperienza qui avevamo ottime guide e dovremo riuscire a trovarle nuovamente”.
Si ĆØ dato un periodo entro il quale vorrebbe vedere chiaramente la sua impronta sulla squadra?
“Il mio obiettivo ĆØ costruire una forte identitĆ , rendere la squadra riconoscibile e capace di divertire. Voglio creare un gruppo solido, nel quale tutti possano sentirsi protagonisti. Non sarĆ semplice, perchĆ© ho a disposizione 25 giocatori di movimento, ma cercherò di coinvolgerli tutti. Il campionato ĆØ lungo e ci saranno momenti in cui avremo bisogno dell’intera rosa. Dovremo costruire una squadra capace di giocare a calcio per vincere, con intensitĆ , velocitĆ e forza”.
Cosa vorrebbe vedere giĆ domenica sul campo?
“Prima ho parlato di senso di responsabilitĆ . Dobbiamo dimostrare che ci siamo anche noi, che vogliamo giocarcela e vincere la partita. Non amo parlare di coraggio, perchĆ© ĆØ una parola che appartiene ad altri contesti. Voglio invece una squadra che si emozioni nel giocare e che riesca a trasmettere emozioni: una squadra viva, brillante, capace di giocare per segnare. Mi aspetto una reazione, perchĆ© conosco la passione del popolo grigiorosso. Adesso tocca a noi fare un passo avanti”.
Alla fine della sua precedente esperienza a Cremona parlò della conclusione di un ciclo. A distanza di anni, vuole spiegare meglio quella scelta?
“Come ho giĆ detto in altre occasioni, fu soprattutto una questione di energie. In quel periodo avevamo costruito qualcosa di speciale e oggi sono tornato proprio perchĆ© Cremona per me ĆØ stata speciale. In quel momento sentivo che non c’erano più le energie necessarie e non volevo rovinare quella magia. Oggi devo ringraziare il Cavaliere Giovanni Arvedi, la proprietĆ e tutto il club per la fiducia che hanno riposto in me richiamandomi alla guida della Cremonese. Ora dobbiamo lavorare tutti insieme: giocatori esperti, giovani, staff e tutte le componenti del club. Come nella mia precedente esperienza, chiedo a tutti di remare nella stessa direzione, con un’unica identitĆ e un’unica idea”.
Ha avuto modo di dare indicazioni alla societĆ per intervenire sulla rosa nelle ultime ore di mercato?
“No, sono arrivato a mercato chiuso e la rosa era giĆ definita. Negli anni ho sempre seguito la Cremonese con particolare attenzione, quindi conosco bene molti giocatori e so che ci sono diversi elementi di qualitĆ . Ho visto Giampaolo lavorare molto con il pallone e credo che la base di partenza sia alta. Noi dovremo lavorare per attaccare con energia e riuscire ad arrivare in porta con maggiore continuitĆ ”.
Come si spiega la differenza tra la prestazione contro il Modena e quella offerta contro il Parma?
“Da osservatore esterno posso giudicare soltanto fino a un certo punto. Entrambe le partite, però, offrono spunti interessanti sui quali lavorare. Dobbiamo concentrarci sulla capacitĆ di creare determinate situazioni: penso, ad esempio, ai gol di Lottici e Licina, nati da giocate di grande qualitĆ . Dobbiamo cercare di riprodurre quelle situazioni. Sono anche un esteta e mi piace ricercare questo tipo di calcio, ma sempre con l’obiettivo di essere efficaci e vincere”.
Nel suo curriculum ci sono tre promozioni in Serie A. Qual ĆØ l’obiettivo per questa stagione?
“Vincere ĆØ sempre difficile e impegnativo, ancora di più quando si torna nello stesso posto. Il mio obiettivo ĆØ provare a costruire qualcosa di speciale insieme a tutti. Spingo ogni componente dell’ambiente in questa direzione. La Cremonese vuole essere una realtĆ sostenibile e capace di mantenersi nel tempo in determinate posizioni, ma per riuscirci servono lavoro e costruzione. Detto questo, oggi il mio pensiero ĆØ rivolto soltanto al Padova: ĆØ una squadra forte, che ha messo in difficoltĆ Pisa e Verona. Il mio focus ĆØ esclusivamente sulla prossima partita”.
Come si prepara una partita cosƬ importante con pochi giorni di lavoro a disposizione?
“Mi affiderò molto al gruppo, che in questi due mesi ha giĆ lavorato tanto. Dal punto di vista tecnico e tattico il tempo a disposizione ĆØ limitato, ma sotto l’aspetto mentale mi aspetto una reazione forte, intensa e accompagnata dalla giusta umiltĆ . Abbiamo bisogno di grande energia”.
Dobbiamo aspettarci novitĆ importanti dal punto di vista tattico?
“Non credo ci saranno stravolgimenti o rivoluzioni. Voglio soprattutto che i ragazzi arrivino alla partita con grande energia e con l’atteggiamento giusto per affrontarla”.
Trova una Serie B diversa rispetto alla sua precedente esperienza? Sembra che oggi molte più squadre cerchino il risultato attraverso il gioco
“Forse l’arrivo di tanti allenatori giovani ha portato qualcosa di nuovo e probabilmente oggi, soprattutto all’inizio della stagione, ci sono più squadre che cercano di giocare. La difficoltĆ , però, ĆØ avere la forza di portare avanti le proprie idee anche nei momenti complicati. Noi dovremo essere bravi proprio in questo: affrontare le difficoltĆ senza fare passi indietro, continuando invece a sviluppare e correggere la nostra identitĆ di gioco”.
Come ha vissuto l’ultimo anno e mezzo lontano dalla panchina?
“Dopo l’esperienza di Parma ho riflettuto molto e sentivo il bisogno di ampliare i miei orizzonti. Ho avuto modo di confrontarmi con metodologie diverse dalla mia, anche attraverso esperienze e osservazioni all’estero, in particolare in Germania e in Inghilterra. Il calcio sta cambiando sotto molti aspetti, dalle regole agli strumenti come il VAR, elementi che incidono anche sulle singole partite e sull’andamento dei campionati. La mia metodologia resta la stessa, ma in questo periodo ho avuto modo di aggiornarla e approfondire alcune situazioni sulle quali lavoreremo”.
Quali sono le condizioni di Barbieri e Baschirotto? Potranno essere convocati domenica?
“Barbieri non ĆØ ancora nelle condizioni giuste per essere convocato. Baschirotto e Thorsby si stanno allenando con il gruppo, ma non hanno ancora la condizione necessaria per giocare. Il nostro obiettivo ĆØ portare tutta la squadra allo stesso livello di condizione nel più breve tempo possibile”.
Licina ha impressionato al debutto. Sulla trequarti dispone di molte soluzioni: come intende gestirle?
“Ho sempre preferito avere tante alternative a disposizione. Anche la squadra dovrĆ abituarsi all’idea che possano esserci cambiamenti negli interpreti pur mantenendo la stessa struttura. Licina ha mostrato qualitĆ importanti e sappiamo cosa significa lavorare con i giovani, compresi gli alti e bassi tipici della loro etĆ . Berti, invece, l’ho osservato spesso nella scorsa stagione e la sua capacitĆ , come quella di altri compagni, di giocare e leggere le situazioni rappresenta un grande vantaggio. Abbiamo anche calciatori che possono darci struttura e fisicitĆ . Ć un aspetto positivo. Adesso, però, la responsabilitĆ passa a me”.
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Uniti? speriamo..ultimamente nessun attaccamento ai nostri colori
Forza Mister bentornato šŖš©¶ā¤ļø