Cremonese: la verità dietro l’esonero di Giampaolo

Il successo per 2-0 contro il Parma non ha modificato le valutazioni della società dopo le due sconfitte in Serie B. Dietro la svolta in panchina le difficoltà in campionato e la scelta di ripartire da Fabio Pecchia

Vincere una partita importante e perdere la panchina poche ore più tardi. È quanto accaduto a Marco Giampaolo, esonerato dalla Cremonese al termine di una serata che aveva visto i grigiorossi superare il Parma per 2-0 e conquistare la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia.

Una successione degli eventi inevitabilmente sorprendente, ma che suggerisce come il risultato del Tardini non sia stato determinante nelle valutazioni della società. A pesare maggiormente è stato l’avvio in Serie B: zero punti, nessuna rete realizzata e quattro gol subiti nelle prime due giornate.

Il club non ha reso note ulteriori ragioni specifiche alla base dell’esonero. Evitando quindi di attribuire la decisione a eventuali contrasti non confermati, i fatti indicano soprattutto una valutazione negativa sulla direzione intrapresa in campionato e la volontà di intervenire immediatamente.

La rapidità con la quale la Cremonese ha richiamato Fabio Pecchia rafforza inoltre l’impressione di una scelta maturata senza attendere l’esito della Coppa Italia.

Il pesante 3-0 con il Modena cambia lo scenario

Per comprendere l’esonero bisogna partire dal campionato e, in particolare, dall’ultima partita disputata allo Zini.

Dopo la sconfitta per 1-0 sul campo dell’Empoli all’esordio, la Cremonese è stata battuta 3-0 in casa dal Modena. Una prestazione che ha generato forte insoddisfazione anche sugli spalti, con i fischi dei sostenitori grigiorossi al termine dell’incontro.

Non era soltanto la classifica a preoccupare.

Nelle prime due giornate la Cremonese aveva mantenuto a lungo il possesso del pallone senza riuscire a trasformarlo in una produzione offensiva efficace. Contro l’Empoli era arrivata la sconfitta di misura, mentre la partita con il Modena aveva evidenziato problemi più marcati.

La formazione emiliana aveva indirizzato la gara già nel primo tempo grazie alla doppietta di Olzer, prima del definitivo 3-0 firmato da Caso nella ripresa.

Due partite, zero punti e soprattutto zero gol segnati rappresentavano un avvio distante dalle aspettative di una società intenzionata a competere per tornare rapidamente in Serie A.

A Parma arriva la reazione che non salva Giampaolo

Pochi giorni dopo, lo scenario sul campo è apparso completamente differente.

Il primo settembre la Cremonese si è presentata al Tardini per affrontare il Parma in Coppa Italia e ha offerto una prestazione convincente.

A sbloccare immediatamente la partita è stato Simone Lottici Tessadri dopo cinque minuti. Prima dell’intervallo è arrivato anche il raddoppio di Adin Licina, a segno al 41′.

Due giovani hanno quindi firmato il successo che ha permesso ai grigiorossi di imporsi 2-0 e accedere agli ottavi, dove troveranno il Como.

La Cremonese ha mostrato aggressività, organizzazione e capacità di amministrare il vantaggio contro una formazione di categoria superiore. Sembrava poter essere il risultato necessario per alleggerire la pressione sull’allenatore.

Poche ore più tardi è però arrivata una decisione di segno completamente opposto.

Il comunicato della Cremonese dopo la qualificazione

Al termine della serata la società ha ufficializzato l’esonero di Marco Giampaolo, ringraziando il tecnico per il lavoro, la professionalità e la dedizione dimostrati durante la propria esperienza a Cremona.

La tempistica ha inevitabilmente spostato l’attenzione dalla qualificazione alla Coppa Italia alla situazione della panchina.

Il successo contro il Parma non è dunque bastato a ribaltare le valutazioni precedenti.

La scelta ha generato interpretazioni differenti anche tra i tifosi. Giampaolo era stato giudicato dopo appena due giornate del nuovo campionato e, parallelamente, aveva ottenuto due vittorie in Coppa Italia, contro Sampdoria e Parma.

Dall’altra parte, il pesante ko contro il Modena aveva fatto emergere problemi che la società ha evidentemente considerato sufficientemente rilevanti da giustificare un intervento immediato.

Giampaolo era stato confermato dopo la retrocessione

L’esonero assume un significato ancora maggiore considerando quanto accaduto pochi mesi prima.

Giampaolo era arrivato alla Cremonese nel marzo 2026 con il compito di provare a raggiungere la salvezza in Serie A. La retrocessione non aveva però portato alla separazione.

La società aveva deciso di confermare l’allenatore anche per il successivo campionato cadetto, affidandogli la possibilità di iniziare la stagione e lavorare sul nuovo progetto.

Interrompere il rapporto dopo appena due giornate rappresenta quindi anche un netto cambio di valutazione rispetto alla scelta compiuta durante l’estate.

La dirigenza ha preferito non aspettare che il campionato fornisse ulteriori risposte e ha deciso di affidarsi a un allenatore già profondamente legato alla storia recente del club.

Perché la Cremonese ha scelto Pecchia

Il successore individuato è Fabio Pecchia, tecnico che a Cremona non ha bisogno di presentazioni.

Fu lui a guidare la squadra alla promozione in Serie A nel 2022 e la sua esperienza nel campionato cadetto rappresenta uno dei principali elementi a favore della scelta.

Pecchia ha conquistato in carriera tre promozioni dalla Serie B alla massima categoria con Verona, Cremonese e Parma.

Conosce inoltre l’ambiente e può lavorare su una rosa che, pur essendo stata costruita inizialmente per Giampaolo, presenta caratteristiche compatibili con alcune delle sue idee.

Anche sotto il profilo tattico non dovrebbe essere necessaria una trasformazione totale. Il 4-2-3-1 può restare uno dei sistemi di riferimento, sebbene Pecchia lo interpreti attraverso principi differenti. Il 4-3-3 rappresenta un’altra soluzione possibile.

Una scelta che aumenta la pressione sulla società

La Cremonese ha optato per una decisione immediata e inevitabilmente rischiosa.

Come sottolinea Tuttocremonese, cambiare allenatore dopo due sole giornate significa affidare al successore il compito di dimostrare rapidamente che la svolta fosse necessaria. Ogni risultato della gestione Pecchia sarà inevitabilmente letto anche alla luce delle modalità con le quali si è conclusa l’esperienza precedente.

La società ha però scelto di non attendere, privilegiando una valutazione complessiva sul progetto rispetto al risultato di una singola partita.

Non risultano comunicate ufficialmente ulteriori motivazioni. Per questo, ricostruzioni relative a eventuali problemi interni non possono essere considerate elementi accertati della decisione.

Restano invece i numeri: la Cremonese di Giampaolo aveva cominciato la Serie B con due sconfitte, quattro reti incassate e nessuna realizzata. Contemporaneamente aveva ottenuto due successi in Coppa Italia.

Il paradosso dell’ultima serata sintetizza perfettamente la situazione. Giampaolo lascia la Cremonese immediatamente dopo una vittoria per 2-0 contro il Parma e una qualificazione agli ottavi, ma quando il suo destino sulla panchina grigiorossa sembrava ormai segnato soprattutto da quanto accaduto in campionato.

Ora comincia il nuovo corso di Pecchia. E sarà il campo a stabilire se la scelta di intervenire così presto avrà prodotto la svolta cercata dalla società.

 

Redazione

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4 Commenti
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Commento da Facebook
4 giorni fa

Quale è allora la verità? Perché in tutto l’articolo trovo solo cose dette e ridette e poi dette ancora. Non fate i depositari della verità assoluta. Grazie.

Max
5 giorni fa

Società e dirigenza inqualificabile

Commento da Facebook
5 giorni fa

C’ è scritto: l’ analisi. Ed è stata fatta. C’ è anche scritto: la verità dietro. Ed è…

Commento da Facebook
5 giorni fa

Forza Mister Pecchia.

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